80 euro Renzi

80 euro Renzi: “Chi non può restituirli rischia cartella esattoriale”

Ancora sul bonus 80 euro di Matteo Renzi: lo scorso 1° maggio vi abbiamo raccontato la storia di un disoccupato costretto a restituire gli 80 euro percepiti, tutti in un colpo solo, per non aver guadagnato abbastanza.

Storia che è poi finita, a distanza di quasi un mese, in talk show politici come Tagadà e La Gabbia.

Chi precipita nella fascia degli incapienti, quindi sotto gli 8.000 euro di reddito, viene escluso dal bonus 80 euro: se lo ha ricevuto quando ne aveva teoricamente diritto (magari perché era in mobilità), ora deve rimborsarlo.

Non è vero dunque che la restituzione riguarda soltanto chi ha superato il tetto massimo, cioè quello dei 26.000 euro l’anno, come ha fatto intendere l’ex sindaco di Firenze nel suo video messaggio alla nazione, con la compiacenza dei media che spesso si sono “dimenticati” del nodo incapienti.

80 euro Renzi

Ma non finisce qui.

Secondo Renzo Radicioni, segretario della commissione diritto tributario dei commercialisti di Milano, chi ha ricevuto il bonus 80 euro sarebbe adesso pure a rischio cartella esattoriale… se non restituisce il “maltolto” (dal punto di vista del governo Renzi…).

“L’Agenzia delle Entrate va a verificare i redditi complessivi del singolo dipendente nell’arco dell’anno. E ti dice: il tuo bonus non doveva essere di questa cifra o non ti spettava. In questo caso, l’obbligo della dichiarazione è del contribuente, quindi la comunicazione arriva non al sostituto d’imposta, ma direttamente a lui”, ha spiegato Radicioni.

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I 341 mila lavoratori che devono restituire il bonus 80 euro perché non hanno raggiunto la soglia minima di reddito per averne diritto, alla luce delle parole di Radicioni, se non saldano l’inaspettato debito potrebbero vedersi arrivare l’odiata cartella di Equitalia (o magari, più modernamente, un sms sullo smartphone).

Un bonus che, insomma, è diventato un debito e pure un debito da saldare in un’unica soluzione, con trattenuta in busta paga (per chi ce l’ha…) o pagamento con l’F24.

“Le possibilità sono due – spiega ancora Radicioni – L’importo può essere trattenuto in busta paga oppure dovrà essere versato in un’unica soluzione attraverso il pagamento del modulo F24“.

“Quello che possiamo chiamare una ‘ingiustizia fiscale‘ – continua Radicioni – è il fatto di non avere previsto la possibilità di rateizzare la restituzione degli 80 euro. Obiettivamente, è vero che cade sul contribuente l’onere di verificare i redditi percepiti ed eventuali bonus incassati, però si può ben capire la difficoltà, se uno ha più sostituti d’imposta, a determinare con esattezza l’importo spettante”.

Anche se non deve pagare tasse, chi guadagna meno di 8mila euro è comunque tenuto a restituire la somma – sottolinea il commercialista – Il bonus da 80 euro è un’agevolazione indipendente dall’imposta“.

Fonte: ilfattoquotidiano.it 

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