Renzi Napolitano Italicum

Addio Italicum: arriva Antigrillinum, legge elettorale che fa ciaone a M5S

Con l’Italicum non s’ha da votare. Il diktat di Napolitano è piovuto, imperioso e impietoso, dagli altissimi cieli in cui svolazza e svetta il genio politico del bispresidente: con il ballottaggio vincerebbe il M5S, quindi la legge elettorale va cambiata.

Un momento… dalla regia ci dicono che non è andata per niente così. Pardon: Napolitano non ha mai detto questo, chiediamo venia. Ecco le sue parole testuali: “Una revisione del sistema elettorale credo sia da considerare, nel senso di non puntare a tutti i costi sul ballottaggio, che rischia, nel contesto attuale, di lasciare la direzione del paese a una forza politica di troppo ristretta legittimazione nel voto del primo turno”.

Renzi Napolitano Italicum

Chiariamo l’equivoco: Napolitano non si riferisce al M5S, quello dell’inaudibile boom, ma parla mosso da saldi principi morali e politici. Cosa dite? Che i pentastellati hanno  vinto 19 ballottaggi su 20 alle Amministrative? Che sono primi in tutti i sondaggi sul secondo turno?

Coincidenze! Basta fare i complottisti!

l’Italicum va cambiato per il bene del Paese e Napolitano – che è uno che pensa a tutto, ma proprio a tutto – ha spiegato pure chi dovrebbeoccuparsene: “Renzi è premier certo ma è anche segretario del Pd e una modifica della legge, se ci deve essere, non può che avvenire anche in base a un’iniziativa politica che si imperni sui gruppi parlamentari del partito guidato dallo stesso premier”.

E può l’ex sindaco rifiutarsi di eseguire le direttive di Napolitano, proprio lui che si è detto umile esecutore delle volontà riformatrici di Re Giorgio, unica ragion d’essere dell’attuale legislatura?

Ma con che faccia ora Renzi si mette la legge elettorale che ha tanto voluto, al punto di farla votare – cosa mai successa – con la fiducia?

Tranquilli, stanno pensando anche a questo: il prossimo 4 ottobre la Corte costituzionale (nella quale siede il buon Giuliano Amato, nominato proprio dall’amico Giorgio nel 2013) deciderà sull’Italicum.

E se, per puro caso, l’Italicum dovesse essere dichiarato incostituzionale in una o più parti, allora Matteo Renzi dovrà per forza di cose modificarlo, se non abolirlo. Senza che nessuno possa dire che lo fa soltanto per non far vincere le elezioni al M5S. 

E forse, ma proprio a voler essere sospettosi, è proprio per questo che si sta pensando di rimandare la data del referendum costituzionale al 6 novembre, in modo tale da avere i tempi tecnici per approvare l’Antigrillinum (non perché sia una legge elettorale escogitata per far perdere M5S, è solo che ci suonava bene il nome…).

L’Italicum, insomma, potrebbe passare alla storia come aborto istituzionale, caso unico di legge elettorale nata morta.

Ma chi sarà l’eroico autore dell’Antigrillinum? Forse sarà scelto il cosiddetto Bersanellum, quel Mattarellum 2.0 voluto dalla minoranza Dem? O forse basterà togliere il ballottaggio e reinserire le coalizioni, creando un Italicum Reloaded che vada bene ad Alfano, Forza Italia e, in fondo, a tutti i vecchi partiti?

Ma che sia maggioritario, proporzionale, uninominale, a turno unico, o che serva un computer della Nasa per fare il computo esatto dei seggi assegnati, lo spirito dell’Antigrillinum dovrà essere uno e uno solo soltanto: creare una legge con la quale nessuno vinca e quindi tutti vincano: tutti a parte M5S, ovviamente.

A ripensarci, più che Antigrillinum, il nome giusto per una legge elettorale del genere sarebbe un altro. Il Ciaonellum. Nel senso di ciaone alla democrazia.

 

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