conti pubblici

Allarme conti pubblici e banche: “Crediti deteriorati fattore di rischio”

Troppi crediti deteriorati nella pancia delle nostre banche. E i conti pubblici rischiano grosso. Ma cosa si intende per “credito deteriorato”?

Detta in modo semplice, si tratta di un credito che non è più esigibile, quindi di un prestito concesso in maniera poco avveduta che non è tornato indietro e che, con ogni probabilità, non tornerà più indietro.

Un buco nero che avrebbe ingoiato circa 350 miliardi.

La situazione non è da sottovalutare: la Commissione europea ha segnalato e valutato questo quadro economico nel suo Rapporto sulla sostenibilità fiscale 2015, pubblicato lo scorso lunedì.

Secondo i tecnici di Bruxelles, l’Italia si trova di fronte ad “alti rischi di sostenibilità del debito pubblico“, il quale non scenderà a livelli meno preoccupanti prima del 2026.

conti pubblici

Banche, conti pubblici e crediti deteriorati: toccherà a noi risolvere il pasticcio subendo un prelievo forzoso di massa?

A questo si aggiunge Piazza Affari in profondo rosso per la prima metà della scorsa settimana.

“La quota di non performing loans (crediti deteriorati ndr) potrebbe rappresentare una fonte importante di rischi di passività a breve termine“.

I numeri di oggi non tranquillizzano: -2,03% per i titoli sul listino di Milano, con Banco Popolare, Unicredit e Bpm in perdita del 6-7%.

Anche MPS, dopo un rialzo iniziale, ha chiuso la seduta a -3.3%. Idem Ubi Banca, -3.09%.

E allora scatta il meeting d’urgenza fra Margrethe Vestager, commissaria Ue alla Concorrenza, e Pier Carlo Padoan, ministro dell’Economia: si incontreranno martedì prossimo.

I mercati sono in fibrillazione da quando il governo Renzi ha varato il Salva Banche per Banca Etruria, Banca Marche, Cariferrara e Carichieti, banche rattoppate a spese di azionisti e obbligazionisti subordinati. Risultato: ben 10 miliardi di depositi sono stati prelevati dai conti correnti.

La Commissione europea ha sottolineato che i “rischi di sostenibilità” saranno assorbiti nel lungo periodo, ma a patto di non mettere mano alla riforma Fornero, quindi “supponendo la piena attuazione delle riforme pensionistiche adottate in passato e a condizione del mantenimento della bilancia strutturale primaria al livello previsto dalla Commissione per il 2017 (2,5% del pil) ben oltre quell’anno“.

Riassumendo e concludendo, la nostra sensazione è che ormai si sia intrapresa una strada apocalittica: le banche hanno sbagliato e i clienti (cioè tutti noi cittadini) dovranno metterci una pezza. Prelievo forzoso di massa in arrivo?

 

Check Also

Perché è importante convertire i propri filmati in un formato diffuso

Il mondo dei media è cresciuto a dismisura tanto da portarci a fruire di filmati …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito, come molti altri, fa uso di cookies [leggi l'informativa]. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.
Leggi articolo precedente:
pensioni ultime notizie vitalizi
Pensioni ultime notizie: 825 € la media, se non sei un politico

PENSIONI ULTIME NOTIZIE (25 GENNAIO 2016) - Dopo le news sul conguaglio 2016, oggi parliamo...

Chiudi