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Amministrative 2017, Pd disintegrato: per Renzi è tempo di dimissioni

AMMINISTRATIVE 2017, IL PD FINISCE SMACCHIATO: RENZI NON VINCERA’ PIU’

L’avevamo scritto due settimane fa, quando nessuno se ne era accorto (o faceva finta): mentre tutti erano concentrati sulle delusioni del M5S (ampiamente prevedibili), il fallimento epocale del Pd era passato inosservato.

Trascorrono quattordici giorni e ora, guarda un po’, è  sotto gli occhi di tutti: il Pd è stato cancellato. Altro che “risultati a macchia di leopardo”, come scrive Matteo Renzi su Facebook (beccandosi una camionata di commenti irridenti).

Il Pd ha perso 12 città importanti, anche in zone storicamente “rosse”. Addio a Genova e L’Aquila. Addio a città in Emilia e Toscana, città da sempre di sinistra: addio a Piacenza, addio a Pistoia.

Il Pd di Matteo Renzi è riuscito addirittura a perdere a Sesto San Giovanni, la Stalingrado d’Italia.

Il Centrodestra conquista 12 città in cui il Centrosinistra avrebbe dovuto vincere facile e si conferma a Frosinone, Verona, Catanzaro e Gorizia.

Di fronte a questo scenario di desolazione postbellica, un cimitero politico, Matteo Renzi dovrebbe fare quello che fece Massimo D’Alema dopo le Regionali del 2000: dare le dimissioni.

Il segretario del Pd, di fatto, è ormai un perdente seriale: dopo le Europee 2014 è riuscito a perdere tutto.

I primi scricchiolii sono arrivati con le Regionali 2015, una mezza sconfitta aggravata dalla dolorosa perdita della Liguria (e dove il Pd vinceva, i candidati di certo non erano renziani). Poi le Amministrative 2016, con il clamoroso trionfo del M5S e l’inaspettata sconfitta del Pd a Torino.

Ancora, il referendum costituzionale, quel 4 dicembre 2017 che forse nei libri di storia sarà ricordato come data simbolo della fine del renzismo.

Infine, la disfatta di oggi, con un Centrodestra che ha passato al tritacarne i candidati del Centrosinistra. Per non perdere, al Pd non è bastato camuffare il suo simbolo in una selva di liste civiche.

Ormai Renzi vince soltanto le Primarie Pd. Prossimi appuntamenti: voto in Sicilia a novembre 2017 (con probabile vittoria del M5S) e poi le elezioni Politiche, forse l’ultima tappa della graduale scomparsa politica del Pd e di Matteo Renzi.

E allora, caro ex sindaco ed ex Premier, perché non diventa anche un ex segretario? Dia le dimissioni e si risparmi questa lenta agonia, chi glielo fa fare di logorarsi  così, solo per arrivare fino al botto finale delle elezioni Politiche?

A meno che il suo scopo non sia quello di riconsegnare l’Italia al Centrodestra: se fosse questo il caso, continui pure. Sta lavorando egregiamente.

 

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