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Partite IVA: cambia tutto, novità su imposte e flat tax

Novità per autonomi e Partite IVA: il fisco cambia le carte in tavola per professionisti, artigiani ed esercenti (senza dimenticare quel nugolo di Partite IVA che in realtà sono lavoratori dipendenti mascherati…).

La riforma prevede l’abolizione degli studi di settore, la possibilità di detrarre l’Imu e l’istituzione di un tassa piatta, la famosa “flat tax”. Semplificazioni che, così a prima vista, sembrerebbero più che gradite. Ma cosa c’è davvero sotto?

Partiamo dalla sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione, relativa all’Irap: colmando un vuoto legislativo si è deciso che i piccoli studi professionali e le ditte individuali devono essere esenti dall’Irap (se non hanno più di un solo dipendente).

La riforma del governo Renzi dovrebbe insomma dare una mano a quel ceto medio che è stato forse la maggior vittima della crisi economica: molte Partite IVA sono arrivate al punto di non riuscire a sostenere il pagamento di tutte le tasse e tutte le imposte, vedendosi quindi costrette a chiudere i battenti (e magari continuare a lavorare in nero).

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E’ stato così presentato un correttivo al decreto semplificazioni attuativa della delega fiscale (Dlgs 175/2014). Gli esiti si dovrebbero vedere a dicembre nella prossima legge di Stabilità.

Altre novità: l’Iri (imposta sul reddito dell’imprenditore), un premio attraverso una tassazione proporzionale (Ires) e quindi non più progressiva come l’Irpef.

Sul Sole 24 ore leggiamo: “con la flat tax potrebbe arrivare anche l’applicazione del criterio di cassa per la determinazione del reddito prodotto dalle imprese personali in contabilità semplificata. Il meccanismo consentirebbe anche a questi soggetti, così come già avviene per i professionisti, di pagare le tasse su quanto realmente guadagnato”.

Alcune categorie dovrebbero essere escluse dagli accertamenti fiscali attraverso studi di settore (come i professionisti). L’Imu oggi è deducibile dal reddito d’impresa fino al 20%: questa soglia potrebbe aumentare.

Attenzione: la sentenza di cui sopra sull’Irap potrebbe aprire la strada alla richiesta di rimborsi, sui quali il governo Renzi non potrà far finta di niente. I nostri sospetti, considerati i film che abbiamo già visto, riguardano il referendum costituzionale: tutti questi begli annunci e tutte queste belle promesse (per ora ancora tutte da approvare, sia chiaro!), non saranno un modo per convincere questo “ceto medio” di lavoratori in proprio a votare SI’ al referendum di ottobre 2016, in modo tale da non far cadere il governo Renzi e ricevere i regalini promessi per Natale con la legge di Stabilità valida per il 2017?

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