banca Etruria Boschi

Banca Etruria, sotto inchiesta tutto ex cda. Anche papà Boschi

Caso Banca Etruria: svolta nell’indagine della procura di Arezzo sul dissesto di Banca Etruria, in seguito all’apertura di un fascicolo per bancarotta fraudolenta. Tutto l’ex cda (consiglio di amministrazione) di Banca Etruria, operativo fra il 4 maggio 2014 e l’11 febbraio 2015, è sotto inchiesta per un buco di 1,1 miliardi di euro, secondo Giuseppe Santoni, commissario liquidatore.

La Stampa e il Corriere della Sera riportano queste ultime notizie su Banca Etruria: sarebbero quindi indagati anche Pierluigi Boschi, papà del ministro Maria Elena, l’ex presidente Lorenzo Rosi e Afredo Berni, vicepresidente come Boschi padre.

banca Etruria Boschi

Roberto Rossi, alla guida dei pm di Arezzo, si sta concentrando sugli stipendi d’oro e sulle stratosferiche buonuscite che non hanno fatto poi così bene al dissesto finanziario di Banca Etruria.

Ma parlavamo degli indennizzi. All’ex dg Luca Bronchi, nel 2014, sono stati versati 1,2 milioni di euro come indennizzo per la chiusura del rapporto di lavoro.

La decisione è stata presa proprio dal cda di Banca Etruria, a dispetto della crisi già evidente nei conti dell’istituto di credito. Dov’è finita quindi la stretta correlazione fra la somma riconosciuta e i risultati ottenuti? Infatti è proprio durante la gestione Bronchi, da luglio 2008 in poi, che Banca Etruria è colata a picco.

Da ilfattoquotidiano.it leggiamo:

Secondo il Corsera, la Procura ha fatto propri i rilievi degli ispettori di via Nazionale e incaricato la Guardia di Finanza di fare nuovi accertamenti su quella delibera, esaminando il verbale per verificare se qualcuno si sia espresso contro. Obiettivo finale, ottenere il sequestro per equivalente della somma elargita al manager, che è accusato di concorso nello stesso reato contestato agli amministratori.

Rosi e l’altro ex presidente Giuseppe Fornasari, oltre a Boschi, Berni e Bronchi, lo scorso 1 marzo sono stati nuovamente multati per oltre 2 milioni di euro da Bankitalia per alcune delle numerose irregolarità emerse durante l’ispezione: in particolare la cattiva gestione dei crediti deteriorati e le consulenze allegre. Lo stesso Rosi e l’ex membro del cda Luciano Nataloni sono già indagati per per omessa dichiarazione di conflitto d’interessi in una lunga serie di operazioni che ha coinvolto la banca. Questi filoni di inchiesta si affiancano a quelli per ostacolo alla vigilanza, arrivato all’udienza preliminare (indagato l’ex presidente Fornasari), per false fatturazioni (filone chiuso, si attendono i rinvii a giudizio) e per truffa ai risparmiatori.

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