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Banche sicure italiane, quali sono? Ecco i motivi della crisi

Banche sicure italiane, quali sono? Ci si può fidare o no?

In queste ultime settimane si sente molto parlare di banche italiane, dallo scandalo della Banca Etruria, in cui sono coinvolti membri dell’esecutivo, anche se ancora la Magistratura deve stabilire in quale modo, cioè se solo come semplici investitori od altro, a quello di Veneto Banca, alle difficoltà di Banca Carige e Monte dei Paschi di Siena, dalle difficoltà che stanno avendo nelle borse valori; ma cosa sta succedendo alle banche italiane?

Banche sicure italiane, i fattori che le stanno esponendo alla speculazione:

  • Per capire quello che sta accadendo alle Banche italiane, bisogna partire dall’inizio, cioè dalla crisi finanziaria del 2008. Fino a quel punto le banche italiane sono sempre state considerate le più solide del mondo; il motivo è semplice, le banche italiane a differenza delle altre si basano sui risparmi dei lavoratori italiani, il popolo italiano da sempre è considerato uno dei più risparmiatori del mondo, ma come dicevamo la crisi finanziaria del 2008 ha messo in discussione tutto questo.

banche sicure italiane

  • Dopo il 2008, molte banche europee che non avevano la solidità delle banche italiane sono fallite o sono dovute ricorrere ad aiuti di stato anche considerevoli.
  • Le banche europee hanno avuto aiuti di Stato per la bellezza di 800 miliardi di euro di aiuti, di cui solo 238 miliardi di euro alle banche tedesche; e stiamo parlando in gran parte di aiuti a fondo perduto, sì, perchè è vero che anche le banche italiane hanno avuto aiuti per 4 miliardi (Monti e Tremonti Bond) , ma li hanno restituiti  tutti con gli interessi.
  • Con l’introduzione della regola del Bail In, ci siamo trovati che le banche europee, nonostante siano molto esposte per titoli spazzatura che hanno emesso, sono messe meglio delle banche italiane, che hanno nei loro crediti più che altro soldi di cittadini ed imprese. Il problema deriva proprio dai mutui erogati alle imprese italiane, più che altro a quelle edili, mutui che non sono rientrati o che stanno facendo fatica a rientrare proprio per la crisi economica in atto.
  • Le banche italiane quindi si trovano con una percentuale di crediti dubbi lordi pari a l 16,3% dell’intera clientela, mentre si trovano con una leva ( totale attività diviso patrimonio netto tangibile) di 17,9.
  • Le banche europee stanno un po’ meglio, ma certo non gioiscono, visto che, per esempio che l’intero Nord europa ha una leva del 28,5 e una percentuale di crediti dubbi pari al 2,4%.

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