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Beppe Grillo blog:”Bersani stalker”, M5S non darà voto fiducia al PD

[sam id=”13″ codes=”true”]BEPPE  GRILLO BLOG, NESSUNA FIDUCIA – Chissà se adesso lo capiranno che il Movimento 5 Stelle non è soltanto “un altro partito”. Con testardaggine asinina, commentatori e politici hanno insistito nel parlare di possibili alleanze con il Movimento 5 Stelle, di stabilità del Parlamento, ecc.

Se l’ultimo post nel blog di Beppe Grillo non è abbastanza chiaro, lasciate ogni speranza: non capiranno mai che il Movimento 5 Stelle non va valutato con le tradizionali categorie utilizzate per analizzare i vecchi partiti . Il Movimento 5 Stelle non è una partita di briscola, è un all in: vuole tutto il piatto.

Beppe Grillo sa che non può cedere a compromessi con i vecchi partiti: sarebbe tradire la missione del Movimento 5 Stelle, sarebbe un patto con il Diavolo. Un’alleanza farebbe sfiatare la carica iconoclasta del Movimento 5 Stelle. Sarebbe la fine.

Blog di Beppe Grillo: nel post “Bersani, morto che parla”, vengono enumerati gli attacchi violenti di Pier Luigi Bersani contro il Movimento 5 Stelle e contro Beppe Grillo. Attacchi ripetuti durante tutta la campagna elettorale, in particolar modo nella fase finale, quando ormai il successo del Movimento 5 Stelle e dello Tsunami tour di Beppe Grillo non poteva più essere nascosto sotto il tappeto mediatico. Beppe Grillo definisce Bersani uno “stalker politico” e conclude il post nel suo blog con un messaggio inequivocabile:

Il M5S non darà alcun voto di fiducia al Pd (nè ad altri). Voterà in aula le leggi che rispecchiano il suo programma chiunque sia a proporle. Se Bersani vorrà proporre l’abolizione dei contributi pubblici ai partiti sin dalle ultime elezioni lo voteremo di slancio (il M5S ha rinunciato ai 100 milioni di euro che gli spettano), se metterà in calendario il reddito di cittadinanza lo voteremo con passione.

La portata della notizia è notevole. Senza la fiducia del M5S sarà impossibile formare un governo, a meno che PD e PDL non votino insieme per la fiducia a Camera e Senato.

La mossa di Beppe Grillo forse non è uno scacco matto. Ma ci assomiglia molto.

Tre i casi:

– PD e PDL si mettono d’accordo, formano un governo insieme, votano la fiduca. E perdono la faccia.

– PD e PDL passano la mano a un secondo governo tecnico e votano insieme la fiducia. E perdono la faccia.

– PD e PDL evitano l’accordo e si va in fretta e furia a nuovo voto. E perdono le elezioni.

Morale della favola: ai vecchi partiti non resta che inventarsi qualcosa di veramente funambolico, per riuscire a sopravvivere. Qualcuno ha detto nuova legge elettorale anti-Grillo?

P.S. Napolitano non può sciogliere le camere. Bisogna eleggere il nuovo presidente della Repubblica.

Costituzione, articolo 88

“Il Presidente della Repubblica può, sentiti i loro Presidenti, sciogliere le Camere o anche una sola di esse.

 Non può esercitare tale facoltà negli ultimi sei mesi del suo mandato, salvo che essi coincidano in tutto o in parte con gli ultimi sei mesi della legislatura.”

P.P.S. Quarta possibilità che, mea culpa, ho tralasciato: i portavoce in Senato del Movimento 5 Stelle potrebbero uscire dall’aula al momento del voto di fiducia. In questo caso, i voti di Bersani, insieme a quelli di Monti, basterebbero per ottenere la fiducia. Si tratterebbe comunque di un governo estremamente debole, tenuto in scacco al Senato dal Movimento 5 Stelle.

Il termine “maggioranza” indica,nel linguaggio politico, quel numero di parlamentari, superiore allametà, che dà la fiducia al Governo. In senso più ristretto il termine indica il numero di voti favorevoli che sono necessari per adottare una deliberazione: tale numero deve essere pari almeno alla metà più uno dei senatori presenti (vedi Numero legale). Al Senato non basta che i Senatori favorevoli superino i contrari, ma occorre che superino la somma dei senatori che esprimono voto contrario e di quelli che dichiarano la propria astensione. Al Senato, infatti, i Senatori che si dichiarano astenuti sono considerati presenti, a differenza della Camera dove sono considerati presenti solo i deputati che esprimono voto favorevole o contrario. Ciò comporta che, per non prendere parte alla votazione, i Senatori devono uscire dall’Aula. (Fonte: http://www.senato.it/3563?glossario=11&glossario_iniziale=M)

La risposta di Bersani a Beppe Grillo non si è lasciata attendere, leggila qui.

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2 comments

  1. se non si fa il governo come si fa a mettere in atto i punti del movimento???

  2. La strategia di Grillo mira a vincere alla grande le prossime elezioni (forse non lontane) e ad attuare tutto il programma M5S, invece di predersi un contentino ora. Vuole la gallina domani, non l’uovo oggi ;)

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