Bersani vince primarie: 10 motivi per cui Bersani è candidato premier e non Renzi

I 10 motivi per cui Bersani ha vinto le primarie

BERSANI VINCE LE PRIMARIE

I DIECI MOTIVI

Pier Luigi Bersani, segretario PD, vince le primarie del centrosinistra. E’ lui il candidato premier per le elezioni politiche 2013. Renzi esce sconfitto e in modo netto: 6 elettori su 10 hanno preferito Bersani. I motivi sono molteplici: noi abbiamo individuato i dieci motivi fondamentali per cui Renzi ha fallito nella sua opera di rottamazione. Il trionfo dell'”usato sicuro” Bersani è sintomatico dell’italianità. Un po’ come avviene nei colloqui di lavoro, gli italiani vorrebbero al governo del paese dei “giovani con esperienza”. Gli italiani vorrebbero cambiare, ma senza correre i rischi che questo comporta. Questa è la premessa. E questi sono i dieci motivi.

1 – GERONTOFILIA

L’Italia in mano a chi ha ancora tutti i capelli e per giunta neanche uno bianco? Proprio in uno dei paesi con l’età media più alta del mondo, dove democrazia è sinonimo di gerontocrazia? Ma dai.

2 – RENZI YUPPIE

Il buon Matteo, più che a dare una svolta all’Italia, è sembrato interessato a dare una svolta alla sua carriera politica. Prezzemolino in tv, qualsiasi fosse l’argomento della discussione, Renzi lo dirottava verso il tema primarie (parola che, in pochi mesi, Renzi ha pronunciato più volte di quante Sgarbi abbia detto la parola “capra”, in tutta la sua vita). Troppo anni ’80, troppo ‘devo farcela a ogni costo’. Troppo yuppie.

3 – CAMBIARE CI PIACE, MA QUANTO CI COSTA?

Che metafora sbagliata, quella dell’usato sicuro: è proprio l’usato sicuro che piace agli italiani! Come dice un vecchio detto: senti a me, meglio farsi fregare da chi ti ha sempre fregato. Alla fregatura nuova, gli elettori hanno preferito quella usata: costa meno.

4 – GOOD OLD GUY BERSANI

Renzi smanioso di farcela, innovatore visionario. Bersani sereno, saggio, moderato. Renzi e i suoi slogan all’americana. Bersani e le sue metafore rurali. Gli italiani hanno preferito il passerotto in mano, piuttosto che il tacchino sul tetto.

5 – BABY SILVIO

Lasciamo da parte quello che Renzi ha detto. I contenuti, in campagna elettorale, non contano mica tanto. Più importante è invece l’apparenza: Renzi è sembrato troppo un baby Silvio. Il look da uomo di destra, giovane, rampante, sicuro di sé, ben vestito, capello scolpito come un pezzo unico di plastica alla Big Jim, ha avuto la peggio sul look da vecchio compagno di Bersani, con la giacca un po’ larga e cadente, la parlata romagnola semplice semplice, il sigaro, la rassicurante e paterna pelata.

6 – TROPPE POLEMICHE

Caro Renzi, ti sei lamentato troppo. E chi si lamenta troppo prima di una competizione, dà l’idea di mettere le mani avanti prima della sconfitta. “Si sta preparando delle scuse per giustificare l’inevitabile disfatta”, pensa la gente. Caro Renzi, non hai cercato scuse nel tuo discorso dopo la sconfitta e hai fatto bella figura. Dovevi fare lo stesso prima della sconfitta: forse sarebbe stata meno pesante.

7 – L’AGENTE ARCORE INFILTRATO

I bersaniani sono stati bravi a far passare Renzi per un “infiltrato” nel centrosinistra, quasi fosse un agente segreto assoldato a Villa Arcore, per fare da guastatore nel PD. In realtà, Renzi è sì un “infiltrato” nel centrosinistra… ma mandato dagli stessi gerarchi del PD. E vedremo il perché.

8 – DO YOU REMEMBER FIRENZE?

Renzi ha trascurato troppo il suo ruolo di sindaco. Questo non è piaciuto né ai fiorentini, né agli altri italiani.

9 – FATTORE C

Renzi non aveva un imitatore bravo come Crozza! Il Fattore C ha rilanciato alla grande la figura di Bersani. Gli italiani preferiscono i tormentoni agli slogan, un comico è meglio di uno spin doctor per raccogliere consensi (vero Casaleggio?). Ragassi, mica siam qui a farci rottamare.

10 – PERCHE’ LE PRIMARIE SONO LE PRIMARIE

Credevate davvero che Renzi avesse reali possibilità di vittoria? Il baraccone mediatico lo ha gonfiato: non di aria, ma di fumo. Dietro al fumo dei talk show, dietro al Renzi animale televisivo, c’era ben poco: dietro Bersani c’era tutta, o quasi, la dirigenza del Partito Democratico. Bersani ha sempre fatto intendere di aver concesso un favore a Renzi, la cui partecipazione è stata possibile perché lui, segretario del PD, ha voluto paternamente dare una possibilità al figliolo ancora acerbo, ma promettente.

Le primarie sono state una competizione dall’esito scontato, il cui unico scopo è stato quello di creare un’illusione di possibilità di cambiamento, un voler far credere agli italiani che i vecchi gerarchi erano pronti a mettersi in discussione. Le primarie PD sono state una grossa campagna pubblicitaria per il PD. Una promozione tanto economica (voto a pagamento, utilizzo di volontari, ecc), quanto efficace: mai il PD è stato più in forma di oggi nei sondaggi. Tutto qui.

DON’T WORRY, BE HAPPY

Renziani, non vi disperate. Il cambiamento proposto da Renzi era apparente. Renzi è sì giovane, ma solo all’anagrafe: il sindaco di Firenze è politicamente ortodosso al vecchio sistema. Ricordate quando Beppe Grillo voleva candidarsi alle primarie PD per diventarne il segretario? L’apparato partitico impedì a Grillo persino di iscriversi al PD, altro che diventarne il leader. Perché Grillo non era ortodosso al Partito Democratico: c’era davvero il rischio di cambiamento e di rottamazione delle archeologiche gerarchie del PD. Fassino derise Grillo: il PD, disse l’attuale sindaco di Torino, non è mica un taxi. Si faccia il suo partito Grillo. E vediamo quanti voti prende.

Sembrano parole dette in un’altra era geologica: era appena il 2009. Beh, caro Fassino, fra qualche mese lo vedremo quanti voti prenderà Grillo.

Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci.

Mahatma Gandhi (Mohandas Karmchand Gandhi)

Check Also

pensioni news precoci ape

Pensioni ultime novità APE volontario: pronte assicurazioni e banche, manca solo Garante

PENSIONI ULTIME NOTIZIE SU APE VOLONTARIO (17 NOVEMBRE 2017) – TUTTO PRONTO, AGGIORNAMENTI ULTIMA ORA  …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito, come molti altri, fa uso di cookies [leggi l'informativa]. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.
Leggi articolo precedente:
Google Project Glass, era molto che una tecnologia non mi emozionava

Posso dire di essere abbastanza ferrato in quanto a tecnologia. Oh, certo, non più di...

Chiudi