Bisceglie è la Quarto del Pd: sindaco di destra, assessori, consiglieri, dipendenti si iscrivono al Pd

Il caso Quarto è ormai chiuso, senza aver scalfito più di tanto il M5S. E per il Pd con Bisceglie si apre uno scandalo davvero imbarazzante.

Prove tecniche di Partito della Nazione in Puglia, dove il trasformismo raggiunge vette inesplorate.

Il sindaco e la giunta (di centrodestra), insieme ai consiglieri del Comune e ai dipendenti, con relativo carrozzone di politici e clientele, dal centrodestra fanno una giravolta e si iscrivono tutti in massa al Pd.

Avete capito bene: la bellezza di 363 persone sono corse a tesserarsi al Partito Democratico. All in the family. 

sindaco Bisceglie

Paolo Ruggeri minimizza e parla di una sorta di conversione spontanea, sette assessori che hanno deciso di andare nel Pd semplicemente perché “Renzi governa bene”.

La mutazione genetica del Pd compie un ulteriore passo: da partito erede del PCI a centro commerciale della politica, in grado inglobare e smerciare qualsiasi prodotto. Non c’è articolo che non possa essere messo in catalogo.

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Francesco Spina, sindaco di Bisceglie, vinse la campagna elettorale contro il Pd, a suon di slogan (“La Puglia Prima di tutto”) e di una miriade di liste d’appoggio.

E oggi la conversione sulla via del renzismo, portandosi dietro amici, colleghi e compagni. Alla faccia del compromesso storico.

La reazione del presidente della Puglia Michele Emiliano (Pd)? Goffa e disorientata: ““Vabbè, ma un conto è qualche decina di tessere. Che sta combinando Spina? Fatemi capire bene”.

Noi l’abbiamo già capito bene invece: non esiste nessuna distinzione fra partiti di sinistra e di destra, sono soltanto dei club privati che si scambiano le loro figurine, si fondono e si confondono, a seconda delle convenienze del momento.

Scommettiamo che se Renzi perderà il referendum costituzionale di ottobre non ne vedremo più di ‘conversioni spontanee’ del genere?

 

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