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Bollo auto: se non paghi c’è fermo auto per 6 anni

La cartella di Equitalia collegata al mancato pagamento del bollo auto potrebbe costare molto cara agli italiani. Si parla di un blocco amministrativo dell’auto per sei anni consecutivi.

Si tratta delle conseguenze della recente riforma del fermo auto è in materia di tassa di circolazione: con le nuove norme è pressochè inutile la richiesta di rateizzazione delle sanzioni emesse da Equitalia. L’istanza di rateazione e l’autorizzazione dell’ufficio di Equitalia, non darà automaticamente lo sblocco del mezzo come avveniva in passato quando, col pagamento della prima rata, si era liberi di poter utilizzare il mezzo.

Con la riforma del fermo auto, per evitare di restare a piedi per sei anni consecutivi, il contribuente dovrà chiedere subito la dilazione o pagare in unica soluzione il dovuto e sarà costretto a farlo non oltre i 60 giorni dalla notifica della cartella.

Il bollo auto e il fermo amministrativo

Lo strumento più utilizzato da Equitalia per procedere alla riscossione del bollo auto è il fermo amministrativo del mezzo e questo perché il pignoramento mobiliare risulta fin troppo costoso, aleatorio e poco conveniente, mentre quello immobiliare è possibile solo dopo determinati importi (20.000 euro per l’ipoteca, 120.000 euro per il pignoramento).

Succede quindi che chi non ha i soldi per pagare l’intera cartella, cartella che viene maggiorata da sanzioni ed altri debiti fiscali correlati, può chiedere la dilazione del pagamento. Con la riforma, questa procedura assicurava la cancellazione del fermo auto con il pagamento della prima rata della rateizzazione. Oggi, sfortunatamente per i trasgressori, non è più così.

La riforma del fermo auto

Da ottobre 2015 è in vigore la riforma sul fermo dell’auto, anche se se n’è parlato molto poco, pur interessando milioni di cittadini che utilizzano l’auto per spostamento quotidiano e per lavoro. Il decreto legislativo n. 159/2015 art. 10, co. 1 n. 2 di riforma del sistema fiscale ha trasformato quella che era una misura cautelare in misura punitiva e ciò significa che chi chiede di pagare la cartella a rate eviterà la possibilità per Equitalia di iscrivere ipoteche, fermi o di procedere a pignoramenti, ma i fermi e le ipoteche già iscritti  resteranno fino a pagamento completamente avvenuto e, poiché gran parte delle dilazioni sono a 72 rate (ossia sei anni), l’automobilista sarà privato del mezzo e dovrà viaggiare a piedi o con i mezzi pubblici.

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Ci sono tutele per il contribuente?

L’unica vera tutela per il contribuente di non incappare in questa nuov pratica è quella di pagare immediatamente il suo debito prima che Equitalia iscriva il fermo, oppure presentare la richiesta di rateazione entro i 60 giorni dalla data di notifica della cartella di pagamento.

Ricordiamo inoltre che un emendamento al ddl Stabilità 2016, approvato in commissione Bilancio alla Camera, permette ora ad autovelox, tutortelecamere ztl di riconoscere il numero di targa dei veicoli e di comminare sanzioni in caso di mancata copertura assicurativa e di regolarità della revisione del mezzo.

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