Borexino supera la velocità della luce, visitare l’INFN si può

Si chiama Laboratori Aperti e ogni prima domenica del mese permette di visitare i laboratori del Gran Sasso dell’INFN, possibilità che potrebbe interessare a molti dal momento che è lì che è stata superata la velocità della luce.

Il neutrino, una particella che Einsten non aveva previsto quando ha redatto la propria Teoria della Relatività, che decreta l’impossibilità di superare la velocità della luce. Corre il 1913 e mancano ancora 17 anni al 1930, anno in cui verrà scoperto il neutrino, la particella che oggi -80 anni dopo- abbiamo scoperto superare la velocità della luce.

Ora, dire che “all’INFN è stata superata la velocità della luce” è fondamentalmente errato. In realtà abbiamo appreso che la velocità della luce viene superata in ogni istante, anche ora davanti ai nostri occhi. Torniamo però un attimo ai neutrini. Il neutrino è una particella, come lo è il fotone, come lo è l’elettrone. La sua peculiarità è che riesce ad attraversare con un’incredibile velocità la materia solida, anche ora nel momento in cui ci leggi probabilmente milioni di neutrini solari stanno attraversandoti a velocità inimmaginabili.

Ad oggi si credeva che la particella più veloce in assoluto fosse il fotone. O meglio, si aveva ragione di supporre che questo fosse errato, ma non si avevano gli estremi per provarlo. Una collaborazione fra il LHC e l’INFN ha provato che il fotone non è la particella più veloce dell’universo, da quel che ne sappiamo quel primato spetta al neutrino.

LHC è il noto acceleratore di particelle di Ginevra, quello che “crea i buchi neri”. Un’altra funzione di LHC, meno nota, è quella di sparare costantemente un fascio di neutrini in direzione Abruzzo. Precisamente questo fascio viene sparato nel Gran Sasso d’Italia, all’interno di cui è ubicato uno dei più avanzati laboratori di fisica d’Europa. Lo scopo è proprio quello di studiare i neutrini, l’ubicazione è stata scelta poiché all’interno del Gran Sasso si è ben schermati dalle altre particelle che interferirebbero nella ricerca.

All’INFN si studiano neutrini solari e neutrini artificiali, quelli provenienti da LHC. Ed è proprio uno di questi neutrini artificiali che è stato “catturato” (avviene davvero di rado che si riesca a catturare un neutrino, possono volerci decenni, vista la sua volatilità). Grazie all’evento e alla tipologia di neutrino è stato possibile stabilire che il tempo percorso dal lancio di questo da LHC fino all’arrivo avvenuto all’INFN è stato inferiore a quanto avrebbe impiegato un fotone ad effettuare lo stesso percorso.

Diciamo che il motore a curvatura è ancora ben lontano dall’essere realizzato, ma oggi si può ufficialmente smentire chiunque dica che i viaggi interstellari non sono possibili perché ci vorrebbe troppo tempo. E chissà che qualcuno, la fuori, non faccia già di questi viaggi da decine – o centinaia- di migliaia di anni.

Guido D.

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