Cancro, “L’imperatore del male” di Siddhartha Mukherjee

Cancro, “L’imperatore del male” di Siddhartha Mukherjee. Spetta a Siddharta Mukherjee, oncologo di origine iraniana, il premio Pulitzer per il libro “L’imperatore del male. Una biografia del campo” edito da Neri Pozza nel 2011. Oltre al prestigioso premio al libro spetta l’inserimento nella lista stilata dal New York Times dei migliori 10 libri dell’anno. Romanzo corale di storie toccanti e drammatiche il libro si fa portavoce di storie diverse con un unico denominatore: il cancro, “la madre di tutte le malattie”.

Il libro nasce sul campo, dall’osservazione diretta che il giovane ricercatore del Massachussetts General Hopital di Boston ha modo di fare durante il suo percorso formativo e lavorativo. Da qui l’intenzione di racccogliere in un’opera saggistica la travagliata vita di chi con questo male è costretto a conviverci. “La madre di tutte le mallattie”, appunto, una perifrasi che trova riscontro nelle cifre se nel 2010 più di sette milioni di persone sono morte di cancro e se il cancro conta da solo il 15% dei decessi totali.

La malattia vista nella storia: pare che il primo a parlare del male fu un medico egiziano un certo Imhopeta quanto pare i suoi insegnamenti sono contenuti in un manoscritto datato 2500 a.C. A quanto pare il manoscritto porta la descrizione di 48 casi di malattia con annesse descrizioni e diagnosi. Il caso 45 parla di sintomi molto simili a quelli che potrebbero ricondursi al cancro. La cosa che differenzia il caso 45 dal resto degli insegnamenti del medico egizio è l’assenza di un’ipotesi di terapia.

 Tocca poi a Erodoto nelle “Storie” parlarci del male. Erodoto attraverso la storia di Atossa, moglie di Dario e regina di Persia, ne racconta le implicazioni psicologiche. Il silenzio e la solitudine ricercata dalla regina, così come ci racconta Erodoto, sono probabilmente legate a un tumore al seno.Il primo caso accertato risale al 1990 in seguito al rinvenimento di una tribù del deserto di Acatama il tutto si deve allo studio di un paleologo sul nodulo di una donna facente parte della tribù riportata alla luce.

Nella lotta al cancro non manca il contributo italiano basti ricordare il contributo di Bonadonna e Veronesi, ma molto si deve fare per sconfiggere e trovare una soluzione a uno dei mali che sta divenendo padrone dei nostri tempi.

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