Casa, tasse e catasto: si pagherà a metro quadrato

Luca Dondi, responsabile del settore immobiliare e direttore generale Nomisma, parla di una scelta di portata non indifferente: “Di riforma del catasto se ne parla da vent’anni, prima di cantare vittoria, sarei un tantino cauto”.

Tuttavia, dopo il via libera definitivo del Consiglio dei ministri, la riforma sembra avvicinarsi. Parliamo del decreto legislativo per le ‘commissioni censuarie’. Cerchiamo di capire di cosa si tratta.

Il Cdm ha fatto ripartire le commissioni censuarie, nate addirittura in Italia nel 1886: compito delle decisioni sarà quello di validare i criteri su cui si baseranno le nuove valutazioni di calcolo delle rendite, non più elaborate contando i vani, bensì i metri quadrati. Una vera e propria rivoluzione. Sarà quindi messo in essere un algoritmo per calcolare la rendita, considerando i valori di mercato rilevati dall’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Ageniza delle Entrate, la posizione e le caratteristiche degli immobili. Il combinato dei dati farà scaturire il valore dell’abitazione e le conseguenti tasse da pagare.

Il cambiamento è considerevole, visto che fino a oggi un’abitazione molto grande, diciamo di 200-300 metri quadrati, poteva essere ampiamente sottostimata nel suo valore, nel caso in cui il numero dei vani fosse relativamente modesto.

“Con i metri quadri le cose possono cambiare in meglio perché si prenderà in considerazione la dimensione effettiva degli immobili – spiega Dondi -. Ma sui nuovi valori di riferimento il processo sarà lungo e farraginoso”. La riforma per diventare effettiva richiederà quindi qualche anno, si stima, nel migliore dei casi, circa cinque anni.

tasse casa

Sarà necessari infatti anche una riforma delle zone del catasto, per rinnovare le micro aree odierne, le quali andrebbero a ridefinire anche le categorie catastali, attualmente ben 45. Gli immobili italiani sono circa 66 milioni e andranno nuovamente censiti, in modo tale da scovare anche le ‘case fantasma’ non ancora note al fisco. Imu e Tasi (ed eventuali nuove imposte sulla casa future) saranno determinate comunque dal valore delle rendite catastali.

“Attorno a questa riforma ruotano diversi temi – conclude Dondi – primo fra tutti quello delle imposte sulla casa su cui hanno fatto leva gli ultimi governi per esigenze di gettito”.

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