Consultazioni al Colle, alle urne il 10 marzo 2013 per l’election day

Giornata di consultazioni al Colle, dove Napolitano cerca di consolidare “un percorso costruttivo e corretto sul piano istituzionale nell’interesse del Paese e della sua immagine internazionale”. A colloquio con il Presidente della Repubblica Angelino Alfano, poi Pierluigi Bersani, Ferdinando Casini, Renato Schifani e Gianfranco Fini. Snobbato Maroni, recuperato solo in serata, sulla scia delle polemiche leghiste.

Nessun tentativo da parte del Presidente della Repubblica di sedare l’ennesima crisi in atto, ma solo la ricerca di una linea di chiusura che non danneggi il Paese, che sembrerebbe porre un termine al 10 marzo, con una chiamata alle urne per i cittadini: elezioni 2013. Nel frattempo si consultano scadenze, calendari, si cerca di comprendere quanto potrò essere ancora fatto nei pochi giorni che separano l’esecutivo dall’uscita di scena, un teatro dove c’è la consapevolezza che i protagonisti potrebbero essere sfiduciati senza troppo indugio, creando una situazione di crisi ben più dura.

Tanti però i punti del calendario che il Governo Monti avrebbe dovuto ancora toccare, e che ora sono in forse. La Legge di Stabilità, da approvare entro fine anno, è l’unica garanzia che il Pdl offre all’attuale esecutivo. Niente dunque su costi della politica, giustizia, anticorruzione, temi su cui il centrodestra non solo non garantisce appoggio, ma è chiaro che -a prescindere dalle proposte che potrebbero arrivare- non lo offrirà. Raggiunto anche un accordo su un election day unificato, le politiche si sposeranno con le consultazioni regionali per Lombardia e Molise, ma senza il Lazio (sentenza del Tar). Election Day, si intende, dove i cittadini saranno chiamati a votare con “il porcellum”. E’ escluso infatti (dopo 5 anni dalle ultime consultazioni elettorali) che da qui ai prossimi due mesi possa essere approntata e approvata una nuova legge elettorale, in così breve tempo prima della chiamata alle urne, poi, forse farebbe più danni che altro.

Atteso per oggi l’incontro fra Giorgio Napolitano e Mario Monti, esclusa la possibilità di dimissioni. Il professore -seppur solo per ordinaria amministrazione- resterebbe comunque in carica fino a fine legislatura, si sa bene come stanno andando le cose, “l’Europa ce lo chiede”, “i mercati ci guardano”, e il Governo Tecnico deve assolutamente portare a compimento questo mandato.

Sulle ragioni per cui Berlusconi e i suoi abbiano tolto di punto in bianco la fiducia al Governo Monti, v’è poco da dire, va cercato tutto nei tatticismi politici. Una mossa comunque che, se vincente, potrebbe davvero portare Silvio Berlusconi all’opposizione in modo preoccupante. Sembra sia lo stesso ex Premier a vivere nella consapevolezza di un successo elettorale, per il 2013, da qui la decisione di candidarsi. Perché se c’è da perdere vuole essere lui a farlo, nel modo più problematico possibile, riuscendo a costituire un’opposizione che continuerebbe a garantirgli una sorta di immunità giudiziaria, con la fiducia al Consiglio dei Ministri sotto scacco dal centrodestra berlusconiano.

Check Also

pensioni news precoci ape

Pensioni ultime novità APE volontario: pronte assicurazioni e banche, manca solo Garante

PENSIONI ULTIME NOTIZIE SU APE VOLONTARIO (17 NOVEMBRE 2017) – TUTTO PRONTO, AGGIORNAMENTI ULTIMA ORA  …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito, come molti altri, fa uso di cookies [leggi l'informativa]. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.
Leggi articolo precedente:
Giappone: nuovo terremoto a Fukushima fa dieci feriti (video)

Ore 17.18 (le ore 9.18 italiane), la prefettura di Fukushima viene colpita da un fortissimo...

Chiudi