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Coppia dell’acido: ultime notizie, Boettcher condannato a 23 anni

COPPIA DELL’ACIDO (ULTIME NOTIZIE 31 MARZO 2016)Alexander Boettcher è stato condannato a 23 anni di reclusione. Questa la pena decisa dai giudici dell’XI sezione penale del Tribunale di Milano per l’ex broker, accusato di aver sfregiato con l’acido lo studente Stefano Savi il 2 novembre 2014 e di aver tentato un gesto simile nei confronti del fotografo Carparelli due settimane dopo.

Le motivazioni? Secondo la ricostruzione della Procura, le aggressioni con l’acido avrebbero avuto lo scopo di punire i giovani con cui Martina Levato aveva avuto rapporti sessuali e purificarla in vista della gravidanza. La coppia dell’acido era stata arrestata il 28 dicembre 2014, dopo aver aggredito con l’acido Pietro Barbini, un ex compagno di liceo della ragazza. Per quel reato, Boettcher e la Levato sono stati condannati a 14 anni di reclusione. “E’ sciocco, disturbato, ma non colpevole”.

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Coppia dell’acido (ultime notizie 31 marzo 2016): 23 anni di reclusione per Alexander Boettcher, condannato l’ex broker

L’avvocato Andreano ha definito in questi termini l’ex broker sotto processo, ribadendo l’innocenza del suo assistito per insufficienza di prove o di indizi che ne confermino la sua responsabilità penale. Secondo il legale di Boettcher, le accuse mosse contro il suo cliente sarebbero “del tutto arbitrarie” e non ci sarebbe una prova incontrovertibile della partecipazione dell’imputato a un’associazione a delinquere.

A prendere parte agli atti criminosi, difatti, sarebbe stato anche un presunto complice della coppia, Andrea Magnani, condannato a 9 anni e 8 mesi di carcere. Il giudice del Tribunale di Milano ha riconosciuto, inoltre, una provvisionale di 1,2 milioni di euro a Stefano Savi e 50mila euro al fotografo Carparelli, che era riuscito a coprirsi il volto con un ombrello. Ancora indefinito resta invece il destino del figlio di Boettcher e della Levato, nato con i genitori già in carcere. Sarà il Tribunale per i Minorenni a decidere se lasciare il bambino ai genitori o scegliere per lui la strada dell’affidamento.

di Rosamaria Cinquegrana

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