Corte Costituzionale disintegra Equitalia: oltre 50% cartelle sono nulle

Avevamo già parlato dell’attesa sentenza sulle nomine dei funzionari dell’Agenzia delle Entrate e sugli effetti potenzialmente dirompenti per il destino di migliaia di cartelle Equitalia. La sentenza della Corte Costituzionale è arrivata (sentenza n. 35 anno 2015) ed è una bomba apocalittica: le nomine dei funzionari dell’Agenzia delle Entrate sono tutte nulle, in quanto si tratta di funzionari “promossi” senza pubblico concorso.

Di conseguenza sono nulli anche tutti gli atti firmati da questi dipendenti che non avevano il diritto di ricoprire le loro cariche.

E nulle sono anche tutte le cartelle Equitalia che derivano dagli atti firmati dai suddetti funzionari.

Non è bastata dunque la toppa messa da una legge del 2012 che, in seguito alla  bocciatura del TAR Lazio, aveva cercato la via della “sanatoria”, per far considerare valide le nomine dei funzionari, in attesa di un concorso pubblico fatto con tutti i crismi.

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Gli effetti della sentenza della Corte Costituzionale: 70% dirigenti Equitalia non legittimi, oltre 50% cartelle da considerare inesistenti

Le proporzioni della sentenza della Corte Costituzionale si intuiscono facilmente considerando questi numeri: su circa 1.000 dirigenti di ruolo, 767 sono le nomine considerate nulle. Il risultato è sconvolgente: oltre il 50% delle cartelle Equitalia notificate negli ultimi anni agli italiani sono nulle. Anzi: sono da considerarsi, tecnicamente, del tutto inesistenti.

Il DL semplificazione, che aveva tentato di evitare una catastrofe del genere, scrivono i giudici: “ha contribuito all’indefinito protrarsi nel tempo di un’assegnazione temporanea di mansioni superiori, senza provvedere alla copertura dei posti dirigenziali vacanti da parte dei vincitori di una procedura concorsuale aperta e pubblica”.

QUI IL TESTO INTEGRALE DELLA SENTENZA DELLA CORTE COSTITUZIONALE

QUI IL TESTO PER FARE RICORSO CONTRO IL DIRIGENTE INCOSTITUZIONALE

 

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