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Criminologia: Perché le persone commettono reati?

Ogni persone ha dentro di sé un lato oscuro, tuttavia sembra che alcune persone siano più inclini a commettere reati rispetto ad altre. Qual è la ragione? Perché alcune persone vengono “bloccate” dai freni inibitori della morale, e delle leggi, mentre altre no?

Prima di tutto dobbiamo familiarizzare con il termine devianza. Questo termine si riferisce ad ogni atto o comportamento (anche solo verbale) di una persona o di un gruppo che viola le norme di una collettività generando una reazione (es. Sanzione), ed è proprio questa reazione che definisce un atto come deviante, non la natura stessa del comportamento. In generale, un atto può essere considerato criminale in riferimento al contesto socio-culturale in cui ha luogo, ovvero può non essere considerato come tale in altri contesti.

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Le 6 teorie della criminalità

Da sempre la criminologia ha tentato di dare una spiegazione alla devianza. Fu però solo a partire dal ‘900 che la criminalità venne analizzata non solo dal punto di vista psicologico-individuale, ma anche come frutto del contesto sociale disagiato in qui il soggetto, molto spesso, viveva. Vediamo ora come nel corso dei secoli le cause della criminalità sono state analizzate:

SPIEGAZIONE BIOLOGICA. Secondo questa teoria il comportamento criminoso di un soggetto è dovuto alle caratteristiche fisiche e biologiche di un individuo. In altri termine un criminale poteva essere riconosciuto semplicemente osservando alcune caratteristiche del suo aspetto fisico. Ovviamente questa teoria non ha trovato riscontri e nel corso degli anni ha perso credibilità.

TEORIA DEL CONTROLLO SOCIALE. Questa teoria non cerca di capire cosa spinge una persona a commettere un reato ma, al contrario, cosa la inibisce a commetterlo. Secondo Hirschi (1969) sono i legami sociali deboli la causa della devianza. Questi legami comprendono quattro elementi:

  • l’impegno per un progetto di vita
  • il coinvolgimento in attività (scolastiche, extracurricolari ecc.)
  • l’attaccamento o la sensibilità verso gli altri
  • le credenze o l’accettazione di un determinato orientamento morale, valori, norme sociali

TEORIA DELLA TENSIONE. Teoria che continua a riscuotere un certo successo, la teoria della tensione spiega la criminalità affermando che un individuo rispetta la legge non perché ritenga non gli convenga trasgredire, ma perché si ritiene moralmente obbligato a farlo. Un atto deviante può dunque essere causato da una fortissima pressione che viene dalla tensione tra struttura culturale e sociale. Un soggetto che si trovi dinanzi a questa tensione ha 5 possibilità:

  • Conformità
  • Innovazione
  • Ritualismo
  • Rinuncia
  • Ribellione

TEORIA DELLA SUB-CULTURA. Sviluppata dalla Scuola di Chicago, questa teoria spiega che un una persona commette un reato perché si è formata in una subcultura criminale. Chi commette un reato lo fa perché si conforma alle aspettative del suo ambiente, gli uomini quindi non violano le norme del proprio gruppo, ma solo quelle della società generale.

TEORIA DELL’ETICHETTAMENTO. Secondo questa teoria ciò che trasforma un criminale occasionale in uno non occasionale sarebbe, paradossalmente, la reazione della società (collettività e istituzioni). La teoria dell’etichettamento parte dal presupposto che non vi sono grandi differenze tra chi commette atti devianti e chi no né dal punto di vista dei bisogni, né da quello dei valori. La maggior parte degli individui commette atti di devianza nella propria vita, la differenza è che alcuni suscitano una reazione e altri no.

TEORIA DELLA SCELTA RAZIONALE. I reati non sono il risultato di un’azione intenzionale adottata attivamente dagli individui, alla ricerca di un vantaggio che può essere economico, di piacere, di divertimento, di potere. In altri termini un criminale agisce in quanto tale perché disposto a tutto pur di raggiungere il suo scopo.

La criminologia oggi in Italia

Nel corso del tempo, ovviamente, queste teorie hanno subito evoluzioni e cambiamenti. Nel corso degli ultimi anni la professione di criminologo sta acquisendo sempre più importanza in Italia, anche se siamo ancora lontani dall’importanza che svolge questa figura in paesi come Inghilterra e Stati Uniti. Tuttavia grazie al provvedimento approvato dalla Commissione Giustizia della Camera nell’Aprile del 2000 il numero di esperti in criminologia a Milano, Roma, Napoli, ed in generale in tutta Italia, che collaborano con i magistrati è cresciuto rapidamente. Grazie al provedimento di cui vi abbiamo parlato infatti, nel caso in cui lo ritenesse opportuno, un magistrato può avvalersi della consulenza specialistica di un perito in materia criminologica.

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