Renzi Alfano

Ddl Enti locali, Alfano avverte Renzi sui numeri ballerini in Senato

DDL ENTI LOCALI, ALFANO E L’AVVISO AL GOVERNO RENZI – Non è la prima volta che Angelino Alfano lancia avvertimenti a Matteo Renzi e al governo di cui anche Ncd fa parte.

E si è temuto per l’agguato nel voto in Senato del ddl Enti locali: la maggioranza assoluta da raggiungere era di 161 voti e nel Pd serpeggiava il panico per un possibile voltafaccia di Ncd, partito interessato a sostanziali modifiche sulla legge elettorale Italicum.

L’agguato non c’è stato, ma il concetto è stato ribadito dal ministro dell’Interno Angelino Alfano: senza di noi, ha detto l’ex delfino di Silvio Berlusconi, non c’è una maggioranza di governo, mentre con noi può  fare anche a meno degli altri.

Renzi Alfano

I voti a Palazzo Madama sono stati infatti 184 e il ddl Enti locali sbarcherà ora serenamente alla Camera dei deputati, dove i numeri della maggioranza sono blindati.

C’è chi sminuisce la gravità della situazione, come fa il senatore Pd Andrea Marcucci (“Tanto rumore per nulla”), e c’è chi sottolinea la lealtà di Ncd nei confronti di Matteo Renzi, come Renato Schifani (il quale, numeri alla mano, ricorda che i voti arrivati da Ncd sono stati 29 su 31, con due assenti giustificati).

Ma tutto questo non basta di certo a rasserenare gli animi, perché c’è aria di resa dei conti, con il referendum costituzionale in vista. E non dobbiamo dimenticare che fu proprio Angelino Alfano a provocare la fine del governo Monti (seppure a poca distanza dalla scadenza naturale della legislatura).

Insomma, se anche lo stesso Matteo Renzi ha aperto a possibili modifiche all’Italicum (dicendo che lui non vede una maggioranza per poterlo fare, ma che la legge è alla disponibilità del Parlamento), è perché il segretario Pd sa bene che quella trentina di senatori Ncd possono far saltare il governo se lo vogliono.

E, d’altro canto, Alfano è consapevole di un fatto: se Renzi dovesse vincere il referendum costituzionale, correrebbe alle urne per votare, sull’onda del successo, con l’Italicum così com’è.

E allora forse ad Angelino non resta che accendere la miccia da subito, prima del referendum: dopo il voto, potrebbe essere troppo tardi.

Vada come vada, l’attuale governo Renzi è dunque alla fine. Se vincerà il Sì, si andrà a più veloce al voto. Se vincerà il No, verrà invocata la necessità di una legge elettorale valida per entrambe le camere (attualmente siamo in una situazione folle, con il Consultellum valido per il Senato e l’Italicum valido per la Camera) e ci sarà un governo di scopo.

Il governo Renzi non arriverà al 2018 e neppure al 2017: Alfano ne sembra consapevole e forse per questo spinge, in modo da ottenere il suo tappeto prima che il negozio abbassi la saracinesca per sempre.

 

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