Delitto Sarah Scazzi\ Cosima Serrano tentò il depistaggio

Prosegue il processo contro Sabrina Misseri, principale indiziata per l’omicidio della cugina Sarah Scazzi, e nel frattempo nuove verità vengono a galla dai verbali non più secretati.

A far luce sul ruolo di Cosima Serrano nell’omicidio della nipote ci pensa TGCOM24. Il canale di news di casa Mediaset ha redatto un breve servizio basandosi sui verbali depositati alla Procura di Taranto.

Delitto Sarah Scazzi, il ruolo di Cosima Serrano

Siamo in agosto 2010, Sarah Scazzi non torna a casa dopo un pomeriggio a casa Misseri. Inizialmente si pensa che la ragazzina sia solo sparita, non si pensa ad un omicidio, tanto meno il pensiero può volgere ad un omicidio che si è svolto fra mura familiari che Sarah riteneva rassicuranti. Cionostante, poiché Sarah l’ultimo posto dov’è noto sia stata è la casa degli zii, Cosima Serrano viene ascoltata dagli inquirenti come “persona informata dei fatti”. Emerge immediatamente un tentativo di depistaggio da parte della matrona di Avetrana:  Sarah? Potrebbe essere a San Pancrazio, dove va spesso con il padre, oppure non lo so, qualche giovane l’avrà presa.

Il tentativo della zia di Sarah è quello, dopo, di gettare fango su amici del padre della piccola. Secondo Cosima, in dichiarazioni rese ai Carabinieri lo stesso giorno dell’omicidio, il papà di Sarah aveva spesso avuto frequentazioni discutibili, chissà che la piccola non fosse stata oggetto di qualche vendetta?

Ma com’è andata, purtroppo, lo sappiamo tutti. Ora sta ai giudici fare luce sull’accaduto e rinchiudere in una prigione i veri responsabili dell’omicidio.

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