Denunciati autori lista gay, sarà rogatoria internazionale

Gli autori del blog listaouting sono stati denunciati, o meglio, è stata aperta d’ufficio una denuncia contro ignoti per violazione della privacy. Allo stato attuale dei fatti si è consapevoli che il sito web è stato creato avvalendosi di un servizio gratuito ed aperto al pubblico, wordpress.com, ubicato negli Stati Uniti. Pertanto potrebbe essere necessario giungere alla rogatoria internazionale per ottenere i dati (probabilmente falsati) dell’autore del blog.

All’esposto d’ufficio si unisce la voce del garante della privacy, che denuncia l’outing come pratica illegale: “è assolutamente illecito, indipendentemente dal fatto se si tratti di eterosessuali o omosessuali”.

L’impostazione del sito pertanto non è quella di uno strumento “diffamatorio” (ammesso che per l’insinuazione di omosessualità possa configurarsi il reato di diffamazione) ma di un autentico wikileaks dell’orientamento sessuale, nonostante non ci sia alcuna prova ad avvalorare le tesi sostenute.

Non risulta al momento che i diretti interessati abbiano presentato esposti di qualche genere, pertanto la denuncia è scattata automaticamente nel rispetto della legislatura vigente.

A prescindere dall’illegalità dell’operazione le ire si sono destate da più parti, l’iniziativa è stata bollata dai Radicali come “metodo Boffo”. Per Fabrizio Cicchitto “così si distrugge la privacy”. La posizione di Mara Carfagna, Ministro delle Pari Opportunità è quella di bollare il sito come una bufala diffamatoria.

Fra quelli che hanno risposto alle presunte insinuazioni possiamo trovare Gasparri, che rompe i sogni della comunità gay italiana, che sperava di poterlo conquistare: “sono un banale omosessuale”, chiosa ironico. C’è poi Roberto Formigoni, Presidente della Lombardia per cui quelle di listaouting sono “Fantasie malate, tutte sciocchezze”.

Il primo a rispondere fu Massimo Corsaro che racconta con ironia la preoccupazione della moglie e bolla la lista come “meno dannosa di quella degli interisti occulti”.

A prendere le difese di listaouting, pur mantenendone le dovute distanze per cause legalesi, è Aurelio Mancuso (ex-arcigay). Per Mancuso l’iniziativa va vista anche dagli occhi di chi l’ha costruita e che “subisce violenze e insulti ogni giorno”. Un’iniziativa che lui stesso propose mesi addietro, ma da cui poi si dissociò per l’impossibilità di portarla avanti senza conseguenze penali, “un attacco all’ipocrisia della politica”.

Va infatti ricordato che dei “dieci” di listaouting non viene solo insinuata l’omosessualità, ma bensì l’ipocrisia. Per listaouting si tratta di personaggi che, nonostante l’orientamento omosessuale, hanno sempre attaccato la comunità gay con metodi più o meno istituzionali. C’è fra i dieci chi ha semplicemente votato contro la legge sull’omofobia ma ha poi ammesso che non vedrebbe niente di strano ad avere un Premier gay purché capace e c’è chi invece guadagnava voti a botte di “abbasso i culattoni”.

Insomma, secondo gli autori del sito listaouting è più un’iniziativa per richiamare la politica alla coerenza che uno strumento per ledere la privacy altrui.

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