Di Pietro Grillo

Di Pietro-Grillo: alleanza che non piace a Bersani, Idv disintegrato

Di Pietro Grillo

Di Pietro-Grillo: alleanza che non piace a Bersani, Idv disintegrato. (Ultime notizie 2 novembre 2012). Donadi silura Di Pietro: la rottura nell’Idv è insanabile. Di Pietro sarebbe “come Berlusconi, io con lui ho rotto definitivamente”. Così il capogruppo Idv alla camera Massimo Donadi, intervistato dall’Unità. “E’ lui – aggiunge Donadi – che lascia il partito: siamo stati due giorni a discutere del futuro dell’Idv e intanto Di Pietro si stava muovendo in direzione contraria. Con noi parlava di rilancio del partito, poi va al Fatto quotidiano e dichiara sciolto il partito”.

Donadi descrive Di Pietro come doppiogiochista, se non addirittura malato di doppia personalità:”Non sono io che ho problemi – dice Donadi parlando con Repubblica – , è lui che deve chiarirsi le idee, è diventato dottor Jekill e mister Hyde, e ora mister Hyde ha fatto fuori il dottor Jekill. Io resto”.

Lo scisma nell’Idv sembrerebbe inevitabile:”Bisogna vedere chi resta e chi va, ma è difficile andare avanti insieme”. Di Pietro “ha detto che Idv è morta dopo la puntata di Report, però quegli schizzi di fango riguardano lui”.

“Mi pare evidente – dice Donadi -che Grillo e di Pietro hanno costruito insieme un percorso di cui il necrologio del partito era un passaggio”.

“In queste ore sto organizzando un’autoconvocazione dell’esecutivo nazionale che prenda atto che Di Pietro ha scelto un’altra strada e prosegua con chi ci sta. Vorremmo portare a Roma migliaia di militanti”. Questo il punto della situazione del capogruppo Idv alla Camera, Massimo Donadi.

“Questa è la sfida. Io sono qui a battermi per difendere l’Idv, – conclude Donadi -e lo farò finché sarà possibile”.

Bersani è critico sull’ipotetica alleanza fra Di Pietro e Grilo, definendolo un progetto inutile:”Penso che quella direzione non sia utile al paese, né come modello democratico né come direzione di marcia per il paese in crisi”.

Nonostante le resistenze di Donadi, ci pare, la sopravvivenza dell’Idv è strettamente legata alle scelte di Antonio Di Pietro. In una cosa Donadi ha ragione: Di Pietro è come Berlusconi. E l’Idv è come era Forza Italia prima e il Pdl poi. Partiti che sono una cosa sola con il loro leader. Così come dopo il passo indietro di Berlusconi il Pdl non riuscirà risorgere, allo stesso modo l’Idv sembra destinato a sparire a breve. La Lega dovrebbe seguire un percorso affine: finita l’era Bossi, finirà anche la Lega. Perché la Lega era Bossi.

Esclusi gli zoccoli duri dei diversi partiti, ci sembra prevedibile che l’elettore non schierato sceglierà due strade: l’astensionismo oppure il voto al Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo. Non tanto per un reale convincimento, ma perché è l’unica vera novità sulla scena politica. Gli altri partiti sanno di vecchio e, nell’ottica di un dilagante qualunquismo, stringi stringi sono tutti uguali. Almeno con il Movimento 5 Stelle si cambia. Al momento sembra il male minore. Se poi sarà un cambiamento positivo o negativo, lo si vedrà quando e se i grillini riusciranno a vincere le elezioni 2013.

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