Renzi Erdogan

Dittatura alla Erdogan (e pena di morte) anche in Italia? Possibile se al referendum vince il Sì

RENZI afferma «Sollievo, prevalgono stabilità e democrazia» mentre ERDOGAN rimuove 35mila docenti, tutti i rettori, 492 imam, fa arrestare circa 10mila persone, fa revocare la licenza a 20 giornali, tivù e radio. La stessa stabilità e democrazia che lui vorrebbe con Italicum e premierato di fatto?”.  Questa è la domanda velenosa che la nostra ineffabile blogger Annalisa Rossi rivolge a tutti noi su Facebook.

Domanda piuttosto legittima: Renzi ha pure sostenuto, difendendo il regime di Erdogan e rallegrandosi per il fallito “colpo di stato”, che «libertà e democrazia siano sempre la via maestra da seguire e difendere». Una frase da libro Cuore che fa scompisciare, se attribuita a un dittatore che sta usando metodi di terrificante ferocia per reprimere i presunti golpisti. Anche perché tutti hanno capito che lo scopo dell’auto-golpe era proprio questo: trovare un pretesto per fare piazza pulita degli oppositori e, perché no, instaurare la pena di morte.

Uno scenario meravigliosamente democratico, che potremmo ritrovarci paro paro anche a casa nostra, nel caso in cui dovesse vincere il Sì al referendum costituzionale di fine 2016.

Renzi Erdogan

Già, perché un aspetto della riforma costituzionale che viene spesso sottovalutato è questo: renderà più facile cambiare ulteriormente la Costituzione, specialmente se si andrà davvero a votare con l’Italicum così com’è oggi (ipotesi sempre più lontana, visto che vorrebbe dire consegnare la vittoria su un piatto d’argento al M5S). E cambiare la Costituzione è storicamente l’hobby preferito dai dittatori.

Lo dicono i numeri: se oggi è necessaria la conferma dei cittadini, è perché Renzi non è riuscito a ottenere i due terzi dei voti alla Camera e al Senato. In questo caso, come prescrive l’art. 138, la Costituzione sarebbe cambiata senza chiedere il parere degli italiani.

Ma cosa succederebbe in futuro con la riforma costituzionale e votando con l’Italicum? Semplice: raggiungere i due terzi dei voti sarebbe molto più facile. Il partito vincitore avrebbe già di suo il 55% dei seggi alla Camera e, ovviamente, una quota consistente di quei 100 senatori/sindaci/consiglieri regionali che andranno a formare il Senato. Il che vuol dire che per cambiare la Costituzione evitando il referendum basterà convincere una manciata di persone per arrivare ai due terzi.

Magari, chissà, per modificare l’art. 27 della Costituzione e ripristinare la pena di morte (uno dei sogni nel cassetto di Erdogan), naturalmente non come punizione “normale” (sarebbe troppo, dai), ma reintroducendo una frase simile a quella soppressa nel 2007 (“se non nei casi previsti dalle leggi militari di guerra”) e contemplando la pena capitale come possibile durante lo stato di guerra. Stato di guerra che, guarda un po’, se passa la riforma costituzionale verrà deciso soltanto dai voti della Camera dei Deputati, dove il Premier di turno avrà la maggioranza garantita per farlo.

In breve: se dopo la riforma costituzionale ci capita la sfortuna di trovarci come presidente del Consiglio un tizio con pruriti sanguinari (e non parliamo certo di Renzi, ma di qualcuno che potrebbe arrivare fra 10 o 20 anni, visto che questa riforma, una volta approvata, resterà in vigore a lungo perché difficilissima da smantellare per ovvi motivi), questo simpaticone potrebbe decidere da un giorno all’altro di aver voglia di tagliare teste oppure, chissà, che il risparmio degli italiani non va più tutelato (come sancisce la Costituzione) o che sono proibiti scioperi e manifestazioni di dissenso.

Tu chiamala, se vuoi, “stabilità” o “governabilità”

Check Also

ultimi sondaggi politici elettorali

Ultimi sondaggi politici elettorali: M5S e Lega stratosferici, insieme valgono il 54,3%

ULTIMI SONDAGGI POLITICI ELETTORALI (5 GIUGNO 2018) – Le intenzioni di voto delle ultime settimane …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito, come molti altri, fa uso di cookies [leggi l'informativa]. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.
Leggi articolo precedente:
Renzi cade
Il compito di Renzi è finito, a ottobre cade: ma arriva il peggio

Tutti sanno che Matteo Renzi non è arrivato a palazzo Chigi "passando attraverso il voto",...

Chiudi