Mario Draghi

Draghi “complottista”: presidente BCE parla di cospirazione

Il Quantitative Easing ha fallito e Mario Draghi, presidente della BCE (Banca Centrale Europea) urla alla cospirazione.

Un Draghi versione “complottista” che farà sorridere a chi è abituato piuttosto a sentir parlare di tesi del complotto che riguardano la Troika (quindi in parte proprio la BCE!), la massoneria, gli illuminati finanche ai rettiliani.

“Ci sono forze nell’economia globale di oggi che cospirano per tenere bassa l’inflazione“. Questa è l’accusa lanciata da Mario Draghi, nel corso di una conferenza presso la Bundesbank a Francoforte.

Mario Draghi

Mario Draghi: “Forze economia globale che cospirano”

Questo forze, come ad esempio il crollo del petrolio secondo Draghi (ma non era una buona cosa il prezzo basso del greggio? ndr),“potrebbero far si che l’inflazione ritorni più lentamente verso il nostro obiettivo. Ma non vi è alcuna ragione per cui esse dovrebbero portare a una inflazione più bassa in modo permanente”.

La BCE “non si arrenderà davanti alla bassa inflazione”, ha detto ancora Draghi. “Anche di fronte a shock globali prolungati è ancora la politica monetaria che determina a medio termine la stabilità dei prezzi. Se non ci arrendiamo alla bassa inflazione, e di certo non lo faremo, allo stato attuale torneremo a livelli coerenti con il nostro obiettivo”, che è di un incremento dei prezzi “vicino al 2%”. In questo scenario “il rischio di agire troppo tardi supera i rischi di agire troppo presto“, ha sottolineato.

La BCE è dunque pronta a nuove misure di politica monetaria per rilanciare la crescita dei prezzi, che nelle teorie di Draghi sarebbe limitata dal crollo del petrolio.

Brutte notizie per l’Italia: la crescita prevista nel 2016 è stata ritoccata al ribasso, scendendo dall’1.5% pronosticato a ottobre 2015 all’1.4% di oggi.

Non solo: il rapporto deficit/Pil è visto in rialzo dal 2.5% al 2.3%, uno scostamento di 0.2 punti percentuali che potrebbe costare caro al governo Renzi, visto che parliamo di oltre 3 miliardi, cioè la cifra che il governo Renzi sta chiedendo come forma di flessibilità in considerazione dell’emergenza migranti.

E se i conti non tornano, potrebbe partire una procedura di infrazione.

 

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