elezioni politiche 2013

Elezioni politiche 2013: italiani all’estero, potrebbero bruciare voti

ELEZIONI POLITICHE 2013, ITALIANI ALLE URNE. POLEMICHE PER IL VOTO ALL’ESTERO (23/02/2013) – Qualcosa come 43 milioni di aventi diritto. Un costo complessivo vicino ai 390 milioni di euro. Questi alcuni numeri delle elezioni politiche 2013. Si vota fino alle 15 di lunedì, per rinnovare camera dei deputati, senato della Repubblica e presidente e consiglio regionale di Lazio, Molise e Lombardia. E’ la prima volta che si vota in inverno. Mai era successo nella storia dell’Italia Repubblicana la chiamata alle urne in questo periodo: le elezioni politiche 2013 hanno diversi tratti anomali Per molte zone del nord si tratterà di urne imbiancate: dalla Liguria verso nord, compresi gli Appennini centrali, sono previste abbondanti imbiancate. Pioggia al sud, dove sono previste nuove bombe d’acqua sullo stile su quelle che nei giorni scorsi hanno inondato Catania. Un week end tutt’altro che agevole per le elezioni politiche 2013.

MA ALL’ESTERO HANNO GIA’ VOTATO – Intanto sono quasi 3 milioni e mezzo gli italiani residenti all’estero, chiamati al voto per eleggere 12 deputati e 6 senatori nelle elezioni politiche 2013. Di questi 3 milioni 438mila 670 (un milione 792mila 540 uomini, un milione 646mila 130 donne) per la Camera. Gli elettori residenti all’estero al voto per il Senato sono 3 milioni 438mila 670 mila. La maggior parte sono concentrati in Europa: circa 2 milioni 365mila aventi diritto, contro il milione e 338mila dell’America del Sud, i 400mila dell’America settentrionale e centrale. Mentre sono 237mila all’interno della circoscrizione che riunisce Africa, Asia, Oceania e Antartide.

SCIOPERO DELLE POSTE, VOTI SUDAFRICANI BRUCIATI? – Tra questi, secondo quanto emerge, in 20 mila voti per le elezioni politiche 2013 sarebbero a rischio (il totale è 26 mila). Uno sciopero alle Poste sudafricane, infatti, avrebbe impedito la consegna delle schede elettorali nei termini previsti (21 febbraio) . Motivo per cui potrebbero non essere non accettate e quindi bruciate le schede proveniente dal sud del continente africano. In attesa dello spoglio, tutti i plichi contenente il voto degli italiani all’estero sono rinchiusi in un bunker alle porte di Roma. l Ministero degli Esteri a Roma è stato regolarmente informato. L’Ambasciata a Pretoria ha sollevato immediatamente il caso con le autorità locali che però poco possono fare nei confronti di uno sciopero che, le stesse Poste locali – in un comunicato stampa emesso in data 15 febbraio – definiscono illegale e la cui indizione non era stata in alcun modo preventivamente segnalata. Andranno bruciati?

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