Equitalia pignora soldi accedendo direttamente al conto corrente

Equitalia potrà accedere direttamente ai conti correnti tramite l’Anagrafe dei rapporti finanziari e l’Anagrafe tributaria.

L’amministratore delegato di Equitalia, Maria Ruffini, audito il 24 febbraio scorso in Commissione di Vigilanza in Parlamento, ha deciso di proporre questa opzione per poter recuperare l’evasione. Questo sarebbe il motivo addotto per procedere alla riscossione e al pignoramento in modo diretto e senza autorizzazioni da parte dei tribunali.

L’Anagrafe dei rapporti finanziari, istituita dal Governo Monti con il famigerato “Salva Italia” che conteneva anche la Riforma Fornero, è un maxi data base in cui gli operatori finanziari sono obbligati a comunicare, periodicamente ed a partire dal 1° gennaio 2012, le movimentazioni finanziarie dei rapporti e delle operazioni fuori conto.

Ora potrà essere utilizzata da Equitalia per sapere su quale conto corrente pignorare i soldi dei debitori, senza preventive autorizzazioni e in tempo reale con un click.

L’Anagrafe è stata inizialmente pensata per aiutare le operazioni dell’Agenzia delle Entrate: stanare l’evasione fiscale, (verificando il saldo, i prelievi e i versamenti dei contribuenti), poter scovare le falsificazioni dell’Isee; ora si scopre che potrebbe essere utilizzata per i pignoramenti di Equitalia.

Al momento qualsiasi creditore può accedere ai data base della Pubblica Amministrazione, ma è necessario fare  istanza al Presidente del Tribunale. L’AD di Equitalia, invece, ha richiesto che l’accesso da parte loro possa essere diretto e immediato.

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Come avviene il pignoramento del conto da parte di Equitalia

Il pignoramento avviene in automatico ed inizia tutto con l’atto di pignoramento inviato da Equitalia (ESCLUSIVAMENTE per tramite di Poste Italiane), sia al debitore che all’istituto di credito. Una volta ricevuta la missiva, l’istituto provvederà a bloccare il conto corrente e verserà ad Equitalia la somma pignorata qualora il debitore non dovesse saldare il proprio debito entro 60 giorni, senza bisogno di alcun ordine del giudice.

Il conto resta bloccato fino a quando il debito non è completamente estinto.

A differenza dei comuni pignoramenti, non c’è bisogno di notificare alla banca un invito a comparire innanzi al giudice dell’esecuzione.

Chi non è interessato dai pignoramenti diretti

Saranno “salvi” dal pignoramento diretto solo quei conti correnti intestati a lavoratori dipendenti e pensionati, che vedano versate SOLO lo stipendio dall’azienda datrice di lavoro o le indennità provenienti dall’ente di previdenza e non altri importi.

Per quanto riguarda infatti gli altri importi, Equitalia si avvale delle regole approvate in via definitiva la scorsa estate per i pignoramenti. Vediamole

– per le somme già depositate all’atto della notifica del pignoramento: blocco solo per la parte che eccede il triplo dell’assegno sociale ossia da 1.345,56 € in su;

– per le somme che verranno accreditate a titolo di pensioni o redditi di lavoro: massimo un quinto dell’importo.

E’ proprio vero che le cose più vergognose si fanno quando siamo impegnati a discutere di altro.

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Annalisa Rossi

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