Sala

Expo, Sala indagato per nuovo reato: nel mirino una maxi-gara

SINDACO GIUSEPPE SALA INDAGATO, ORA NON SOLO PER FALSO – ULTIME NOTIZIE 23 GIUGNO 2017

Nuova ipotesi di reato per il sindaco di Milano Giuseppe Sala: al falso si aggiunge la turbativa d’asta, nell’ambito delle indagini su Expo 2015.

Indagini prossime alla loro chiusura: a breve sapremo, dunque, se ci sarà il rinvio a giudizio per Sala (eventualità molto probabile, secondo il Fatto Quotidiano).

Nel mirino dei magistrati una fornitura di 6mila alberi, relativa al più grande appalto di Expo, roba da 272 milioni di prezzo base per realizzare la piastra.

La suddetta fornitura, a luglio 2013, fu affidata alla Mantovani senza gara. Un maxi appalto da 4,3 milioni di euro, quindi 716 euro a pianta.

Passano quattro mesi e l’impresa stipula un contratto di subfornitura con un vivaista per 1,6 milioni (cioè 266 euro a pianta).

Tutto giustificato con motivi di urgenza, ma alla fine gli alberi sono stati piantati soltanto ad autunno 2014. Non si tratta di novità, ma finora la procura di Milano non aveva avuto intenzione di contestare questi fatti (compresa la retrodatazione di un documento che il 30 maggio 012 permise di cambiare due membri della commissione di valutazione delle offerte, in modo tale da non dover ricominciarla).

“Stiamo parlando di una cosa che è pari circa a un millesimo di tutti i soldi che ha speso Expo”, aveva risposto Sala alle domande del fattoquotidiano.it.

Sempre sul Fatto, così si legge oggi:

Secondo quanto riporta il quotidiano di via Solferino, in seguito a interessamenti politici regionali finalizzati a non escludere dalla gara i vivaisti lombardi, a un certo punto l’appalto per gli alberi avrebbe dovuto essere scorporato dal bando principale. In quel momento – ritiene l’accusa – la gara avrebbe dovuto essere riformulata in modo da consentire di correre anche ad aziende che non avessero partecipato al bando sulla piastra perché non in grado di garantire la fornitura di piante. In ogni caso lo scorporo del verde dal bando principale non andò a buon fine, visto che il vivaista incaricato non riuscì a garantire la fornitura, che a quel punto Expo decise di affidare direttamente alla Mantovani.

Alla notizia del nuovo reato contestato dalle indagini, Sala ha replicato con una nota: “La storia, purtroppo, si ripete. Anche questa volta è un articolo di giornale a diffondere notizie di un provvedimento che mi riguarderebbe e che è ancora coperto dal segreto istruttorio. Non intendo commentare in alcun modo ogni possibile iniziativa della Procura Generale. Non lo farò né oggi né in futuro. Provo solo una profonda amarezza, soprattutto pensando a quanto ho sacrificato per poter fare di Expo un grande successo per l’Italia e per Milano. Troverò in ogni caso in me le motivazioni per continuare a svolgere con la massima dedizione possibile il mio lavoro al servizio della mia città”.

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