Governo cancella i “piccoli” reati, procedimenti a rischio

La frase che tutto cambia è “Irrilevanza del fatto” la quale potrebbe essere la motivazione principale con cui le varie Procure della Repubblica potranno archiviare migliaia di procedimenti penali ancora pendenti.

Viene quindi inserita una norma nel codice di penale che stabilisce una nuova causa di archiviazione se saranno presenti queste due condizioni: “la particolare tenuità dell’offesa” e la “non abitualità della condotta”.

Si tratta di un cambiamento non da poco, un colpo di spugna i cui effetti andranno valutati nel prossimo futuro, fra pro e contro: è giusto “alleggerire” il lavoro dei sempre ingolfati tribunali, a costo di lasciare impuniti un considerevole numero di reati?

Migliaia di piccoli reati sono stati cancellati dal Governo in piena notte ieri attraverso l’approvazione dello schema di decreto legislativo relativo alla legge 67 del 2014 “Deleghe al Governo in materia di pene detentive non carcerarie e di riforma del sistema sanzionatorio. Disposizioni in materia di sospensione del procedimento con messa alla prova e nei confronti degli irreperibili.”

Quali sono i reati al quale si applica? Ecco una lista, non esauriente ma abbastanza completa dei reati che rientrano nella nuova fattispecie. Sono quelli che prevedono una sanzione fino a 5 anni di detenzione, eventualmente accompagnati da qualche misura pecuniaria e quelli puniti solo con misure economiche.

  • furto semplice,
  • l’appropriazione indebita,
  • la truffa,
  • la lesione personale semplice,
  • la partecipazione a risse con morte o lesione,
  • l’omicidio colposo semplice,
  • l’omissione di soccorso
  • reati societari (come il falso in bilancio)
  • aggiotaggio
  • ostacolo alla vigilanza pubblica
  • infedeltà patrimoniale
  • bancarotta semplice
  • mercato di voto
  • dichiarazione infedele
  • omesse ritenute
  • danneggiamento
  • la violazione di domicilio
  • abuso d’ufficio
  • rifiuto di atti d’ufficio
  • indebite erogazioni.
  • reati

L’archiviazione non scatterà però in automatico e sarà il giudice che, in totale discrezionalità, valuterà se sussistono le due condizioni. Anche l’indagato potrebbe opporsi all’archiviazione per giungere alla sentenza definitiva in modo da essere giudicato innocente, inoltre l’archiviazione del reato non impedisce però alla vittima di agire in via civile per ottenere il risarcimento del danno.

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