Ilva Taranto Passera

Ilva Taranto: Passera accarezza i magistrati, ma il gip non ci sta

ILVA TARANTO – Prosegue l’iter burocratico del decreto-legge Ilva, all’esame della Ragioneria Generale dello Stato. Corrado Passera, ministro dello Sviluppo, offre il calumet della pace alla magistratura:”Mi auguro che i magistrati capiscano che i loro obiettivi e i nostri non confliggono, ma coincidono. C’é una volontà comune che è quella di tutelare la salute e di salvare il lavoro di tutti. Noi non vogliamo vanificare le sentenze dei tribunali né ledere la maestà del potere giudiziario. Vogliamo solo trovare una soluzione condivisa, nel rispetto del diritto”. Lo ha detto il ministro Corrado Passera a ‘Repubblica’.

Passera non ha dubbi sulla legittimità del decreto-legge Ilva, “è costituzionale”. E aggiunge:”Noi abbiamo un profondo rispetto della magistratura e siamo convinti che i giudici finora abbiano fatto al meglio il loro dovere”.

Il pomo della discordia è semplice: è possibile risanare l’Ilva senza interrompere la produzione? Per i magistrati no, per il governo Monti e Napolitano sì (senza l’assenso del Presidente della Repubblica non sarebbe stato possibile emanare il decreto legge, come disposto dalla Costituzione).

“Se l’azienda spegne gli impianti per fare la bonifica, muore e non può più rinascere, ad esclusivo vantaggio dei concorrenti che gli portano via il mercato. E questo non lo possiamo permettere, perché oltre alla tragedia ambientale esploderebbe un enorme dramma sociale. Chiediamoci cosa sarebbe successo all’Italia senza il nostro intervento”.

“Abbiamo fatto la cosa giusta – precisa il ministro Passera – e l’abbiamo fatta in tempi di record. Con un presupposto fondamentale: non ci deve mai essere una contrapposizione fra la salute e il lavoro”.

“Adesso voglio vedere chi avrà il coraggio di dire che non ci mettiamo la faccia. Io – continua Passera – la faccia ce la metto tutti i giorni. In questo caso come pure nel Sulcis, dove abbiamo sbloccato Portovesme ed Euroalluminia o al tavolo con i sindacati di Fincantieri”.

Passera aggiunge:”Mi aspetto che l’azienda ottemperi. Ma se questo non dovesse accadere, noi l’avvisiamo fin d’ora: siamo pronti ad intervenire, nella gestione e nella proprietà”. Secondo gli articoli 41 e 42 della Costituzione Italiana, aggiungiamo noi, sarebbe infatti ipotizzabile un esproprio dell’Ilva da parte dello Stato.

Sul possibile conflitto fra poltica e magistratura, Passera spiega:”Politicamente e psicologicamente ci ha aiutato il fatto che il giorno prima del Consiglio dei ministri abbiamo avuto l’incoraggiamento da tutte le parti sociali. Ed è fondamentale che non venga meno anche nei prossimi mesi”.

CLINI – Il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, così in un’intervista a ‘La Stampa’:”Le bonifiche all’Ilva stavano partendo. Il sequestro ha rinviato tutto. Si è dato un alibi all’azienda”.

“La situazione – ha continuato il ministro Clini – è precipitata lunedì scorso quando le disposizioni del Gip hanno bloccato nei fatti tutto lo stabilimento. Senza questo provvedimento, il 26 novembre sarebbero partiti i primi interventi previsti dalle prescrizioni dell’Aia. E’ un dato di fatto, con il rischio che l’azienda abbia un alibi per rimettere in discussione gli impegni presi”.

Clini ha insistito sul fatto che “le prescrizioni dell’Aia convergono con quelle disposte dal Gip nel luglio scorso, nonostante le diverse modalità di attuazione per effetto dei diversi ruoli di magistratura e ministero. Sono concentrato – ha precisato il ministro Clini – sul risanamento ambientale per dare piena e rigorosa attuazione alla legge. Non vorrei che ora si aprissero conflitti fra istituzioni dello stato con lo stesso effetto di blocco delle misure per il risanamento ambientale”. Anche l’Associazione nazionale magistrati che “naturalmente difende l’operato dei pm e del gip di Taranto auspica la collaborazione fra i poteri dello stato. E’ ciò che sostengo anch’io”.

IL GIP TODISCO – Di segno opposto l’opinione del gip Patrizia Todisco. Secondo Todisco, la nuova Aia per l’Ilva non si basa su “specifici studi o accertamenti di tipo tecnico-scientifico” capaci di “confutare le evidenze probatorie” che denunciano “l’esistenza, nella zona del Tarantino, di una grave ed attualissima situazione di emergenza ambientale e sanitaria” causata dall’inquinamento generato dall’Ilva Taranto.

A parare del gip Todisco la nuova Aia per l’Ilva “non si preoccupa affatto della attualità del pericolo e della attualità delle gravi conseguenze dannose per la salute e l’ambiente”. La produzione dell’Ilva Taranto è “tuttora, allo stato attuale degli impianti e delle aree in sequestro, altamente pericolosa”.

I tempi di concretizzazione della nuova Aia sarebbero “incompatibili con le improcrastinabili esigenze di tutela della salute della popolazione locale e dei lavoratori del Siderurgico”.

Questa tutela “non può essere sospesa senza incorrere in una inammissibile violazione dei principi costituzionali” (art. 32 e 41). Per il gip Todisco non si dovrebbe “autorizzare comunque l’Ilva alle attuali condizioni e nell’attuale stato degli impianti in sequestro, a continuare da subito l’attività produttiva”. Il parere del gip Todisco, in conclusione, è che la produzione dovrebbe ripartire solo al termine dell’opera di risanamento.

Check Also

pensioni news precoci ape

Pensioni ultime novità APE volontario: pronte assicurazioni e banche, manca solo Garante

PENSIONI ULTIME NOTIZIE SU APE VOLONTARIO (17 NOVEMBRE 2017) – TUTTO PRONTO, AGGIORNAMENTI ULTIMA ORA  …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito, come molti altri, fa uso di cookies [leggi l'informativa]. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.
Leggi articolo precedente:
Giappone news: crolla tunnel, corpi carbonizzati

GIAPPONE NEWS - Sarebbero sette i dispersi e due i feriti nei pressi di Tokyo,...

Chiudi