Indignati italiani: manifestazione Roma 15 Ottobre 2011

Indignati italiani: manifestazione Roma 15 Ottobre 2011. La manifestazione degli “Indignati italiani” era partita in modo pacifica, senza problemi, nè per i cittadini tantomeno per le forze dell’ordine. Poi purtroppo tutti sappiamo cosa è successo. L’incursione dei Black Bloc, con relative violenze e atti di vandalismo, hanno ancora una volta dimostrato come il nostro sia un Paese davvero poco evoluto. Il Corriere della Sera indaga sulle cause delle violenze che hanno messo sottosopra la capitale. Dalle prime ipotesi e dalle fonti della polizia e dei carabinieri che tentano di scoprire i nomi e l’organizzazione dei 500 vandali, esce fuori che tutto questo era già stato preparato. Infatti questi Black Bloc, addestrati in Val di Susa con i No Tav, era già pronti ad entrare in scena con mazze e carte bombe nascoste lungo il percorso della manifestazione.

L’articolo di Fiorenza Sarzanini parla proprio di questo. Punto primo, la maggioranza degli indignati è arrivata nella capitale sabato mattina; molti di loro si sono addestrati con i No Tav in Val di Susa. I loro comportamenti sono studiati con filmati e testimonianze. Punto secondo, il materiale degli assalti: lungo il percorso della manifestazione degli indignati erano state sistemate buste bianche di plastica che indicavano dove si trovano le mazze e le bombe carte da utilizzare contro le forze dell’ordine e sulle vetrine sfasciate. Ma negli zaini c’erano anche fionde, biglie e sassi. Punto terzo, l’uso di Internet: i giovani violenti si tengono in contatto via web.

Una battaglia preparata da giorni insomma. La cosa più spaventosa è che questi “teppisti” sono tutti giovanissimi. L’età dei ragazzi coinvolti va tra i 17 e i 25 anni. Ma tutto probabilmente è stato orchestrato da qualche mente più adulta. Solo marionette coloro che hanno dato il via agli scontri con il primo attacco alle 14:35 contro il supermercato Elite. Azioni estemporanee che portano piccoli gruppi ad uscire fuori dal corteo degli indignati, per poi rientrarvi rimischairsi tra la folla.

In un primo momento il questore Tagliente vieta l’intervento proprio per non mettere a rischio l’incolumità dei manifestanti pacifici. E anche quando gli assalti si fanno più frequenti decide di aspettare quando solo il gruppo di rivoltosi si riunisce in piazza San Giovanni. Da qui partiranno i peggiori scontri fra ragazzi e forze dell’ordine in assetto anti sommossa. Tre ore di follia fra bombe carte, idranti, lacrimogeni e fiamme, neanche fossimo in un film di guerra. Ecco il resoconto degli scontri.

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