#Italicum, i metodi dittatoriali di Renzi

Il trambusto internazionale dovuto agli attacchi terroristici in Francia, la chiusura del semestre europeo a guida italiana, le dimissioni del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano hanno purtroppo oscurato quanto sta accadendo nel Parlamento Italiano. Alla Camera si sta procedendo senza intoppi, visto che non ne vengono nemmeno letti e discussi gli emendamenti, con la peggiore riforma Costituzionale possibile di Senato e Titolo V, mentre al Senato si discute, o almeno si dovrebbe discutere, della peggiore legge elettorale possibile, ovvero il famigerato Italicum nato dagli accordi del Patto del Nazareno.

Succede che mentre i giornali mettono i lampeggianti sulle notizie meno utili alla cittadinanza, spengono le luci su questio molto gravi che minano la democrazia del Paese e la separazione (almeno teorica) dei Poteri dello Stato. 

E’ la Senatrice del PD Lucrezia Ricchiuti a scrivere indignata su facebook un post sull’argomento che si conclude così:

Quello che è successo è gravissimo e intollerabile: se l’avesse fatto Berlusconi il Senato sarebbe stato preso d’assalto dal Pd.
Ci sono state tolte le nostre prerogative di parlamentari, sono state calpestate le più importanti regole democratiche. Questo Governo ha perso la testa, deve rispettare a tutti i costi il Patto del Nazareno e regalare a Berlusconi la legge elettorale che lui vuole altrimenti non c’è accordo sul nuovo Presidente della Repubblica.

Il Governo sta sostituendosi piano piano al Parlamento con un’arroganza mai vista. Una vergogna per il popolo italiano.

RENZI-COREANO

La senatrice fa una breve cronistoria dell’iter che ha portato il testo in aula

Nel mese di dicembre, finite le audizioni e le discussioni in commissione affari costituzionali sulla legge elettorale (relatrice Anna Finocchiaro) era stato fissato il termine per la scadenza degli emendamenti. Come ricorderete ne erano stati presentati una valanga, soprattutto dalla Lega Nord. Con una forzatura senza precedenti da parte del Governo, il 23 dicembre si è voluto, alle 7,30 di mattina, dopo una nottata passata a votare la legge di stabilità, incardinare la legge elettorale in aula, nonostante i lavori in commissioni non fossero terminati.

Questo tecnicamente significa che la proposta di legge votata alla Camera arriva con il testo originario senza relatore direttamente in aula. Gli emendamenti presentati originariamente in commissione non hanno più valore e i senatori possono ripresentarli entro un termine fissato per oggi alle 20.

e spiega cosa è accaduto con la presentazione dei maxiemendamenti

Pochi minuti prima delle 20 alcuni capigruppo, tutti di maggioranza più Forza Italia hanno presentato tre maxi emendamenti che automaticamente, con una procedura mai vista soprattutto per quello che riguarda la legge elettorale, tutelata costituzionalmente, fanno decadere automaticamente tutti gli emendamenti presentati dai senatori.

A questo punto il presidente del Senato, quale arbitro supremo ed imparziale di Palazzo Madama, non dovrebbe permettere una cosa simile in quanto iter contrario a quanto prescritto nella Costituzione per l’approvazione della Legge Elettorale. Invece Grasso, come già successo per la Legge di Stabilità, si pone a garanzia solo della maggioranza, calpestando il Regolamento che dovrebbe far rispettare.

Il Presidente del Senato, utilizzando le sue prerogative e rifacendosi artificiosamente agli art. 100 e 102 ( tutto da verificare) del regolamento del Senato, ha concesso un termine per i sub emendamenti: tre ore cioè le ore 23.
Peccato che nessun senatore è stato avvisato dai capigruppo, ma nemmeno tutti i capigruppo sono stati avvisati.

Ora è chiaro come ci sia stato uno scivolamento verso il “fascismo” nei metodi di questo Governo, purtroppo la Costituzione non è a prova di tutto; i padri costituenti non potevano immaginare che destra e sinistra potessero allearsi alla luce del sole e diventare quel partito unico.

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