#JobsAct, arrivano decreti su demansionamento

Pare siano in arrivo in Parlamento le nuove regole sul tanto temuto argomento del demansionamento del duo Renzi – Poletti.

In base a queste nuove regole il lavoratore potrà essere riassegnato a fare una qualsiasi mansione ad un livello di inquadramento diverso da quello con il quale è stato assunto, quindi non più soltanto a mansioni equivalenti (cioè a quelle che implicano l’utilizzo delle stesse professionalità); se dovessero cambiare gli assetti organizzativi dell’azienda il lavoratore potrebbe essere utilizzato “unilateralmente” e “in peius” in mansioni con un livello di inquadramento inferiore pur salvando il livello di inquadramento stesso e la retribuzione.

Ovvaimente c’é un MA in quella che è stata definita “sede protetta”: il lavoratore potrà concordare con il datore di lavoro di essere assegnato a nuove mansioni con un taglio dello stipendio perché in “necessità di conservare il posto di lavoro”.

Il testo della relazione del decreto legislativo é giunto in Parlamento per il parere da parte delle commissioni Lavoro di Camera e Senato. Un parere non vincolante che deve essere espresso entro trenta giorni e che già precedentemente è stato disatteso su altri decreti legislativi della riforma del lavoro.

Obiettivo del Governo “rendere più flessibile la gestione del rapporto di lavoro e l’esercizio del potere organizzativo del datore di lavoro”.

Un obiettivo che sarà raggiunto sempre più a danno dei diritti dei lavoratori che vedranno meritocrazia, titoli di studio e professionalità essere valutati al pari della carta straccia pur di non perdere il posto di lavoro.

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