Jolly Grigio: nave affondata, timoniere fatto di coca

Jolly Grigio. Erano sotto l’effetto di cocaina i due marittimi arrestati, con l’accusa di omicidio colposo plurimo e naufragio colposo, che nella giornata di ieri hanno causato l’affondamento al largo di Ischia del peschereccio “Giovanni padre”. Maurizio Santoro, 47 anni, di Genova, timoniere ed il terzo ufficiale Mirko Serinelli, 24 anni, di Brindisi erano a bordo del portacontainer “Jolly grigio” che ha causato in naufragio. È possibile che la causa dell’incidente non sia dovuta esclusivamente all’abuso di sostanze stupefacenti da parte dei due marinai. Manovre errate o il mancato rispetto di norme di sicurezza potrebbero causato l’impatto tra le due imbarcazioni. L’imbarcazione “Giovanni padre” stava svolgendo regolare attività di pesca quando è stata colpita dalla “Jolly grigio”. Secondo alcuni testimoni il portacontainer avrebbe proseguito in linea retta, senza effettuare alcun tipo di deviazione, nonostante fosse ben visibile la presenza di un’altra barca. Sono due i dispersi i mare Alfonso Guida di 43 anni e il figlio Vincenzo di 21, padre e figlio, che erano in coperta a consumare la colazione. L’impatto sarebbe avvenuto in pochi secondi. La barca da pesca è stata spezzata in due dalla forza dell’impatto e si sarebbe inabissata portando con se i due uomini. Solo il capobarca, Vincenzo Birra di 32 anni, accortosi in tempo di quanto stava per accadere, si sarebbe salvato buttandosi in mare. Sono ancora in corse le operazione di ricerca per ritrovare i due marinai dispersi. Questa mattina, alcuni marinai che operano nelle acque di Ischia si sono recati presso il Municipio, alla presenza del sindaco, per richiedere più sicurezza in quel tratto di mare. Una tragedia che poteva essere sventata Il primo cittadino Vincenzo Strazzullo dichiara ”Che si faccia tutto il possibile. Il mare era la loro vita”. Intanto i due marinai del “Jolly grigio” sono attualmente detenuti nel carcere Poggioreale.
12 agosto 2011



