La bufala al sapore di feta: il reato di opinione in Grecia non è reato

Ieri sera sulla piazza virtuale di Twitter, come una palla lanciata da bambini qua e là, é rimbalzata la notizia allarmante e apocalittica che la Grecia avrebbe introdotto il reato penale di opinione anti-UE.  Santi numi, che cosa pericolosa. Inizio a cercare su Google le parole chiave, i termini, i codice di articolo, ma vengono fuori post di blog tutti fotocopia di un Blog in greco che tutti hanno provato a tradurre (o hanno semplicemente copia incollato gli uni dagli altri) perché iniziano tutti con questa frase:

Un destino cupo attende le persone che non sono d’accordo con le strutture, le istituzioni, i rappresentanti, i provvedimenti o gli strumenti di questa Unione Europea. Come spiega George Delastik, noto giornalista, da giovedì 24 ottobre, il Codice Penale della Grecia ha inserito l’articolo 458 a, ossia il provvedimento relativo alle “Violazioni alla normativa UE”, con il quale si prevede la reclusione fino a due anni per chi agisce contro le strutture europee, protestando o manifestando dissenso o contrarietà verso le sanzioni, i governi, i rappresentanti dell’UE. 

(TerraRealTime, InformatiItalia, TesteLibere)

Dov’é dunque la verità? Esiste o no questo reato aggiunto? Cerco informazioni tra contatti che possono saperne più di me perchè giornalisti o comunque con conoscenze più ampie, chiedo, leggo, discuto. Torno su twitter, dove le informazioni corrono veloci. Torno dal contatto che aveva postato la cosa per primo e leggo un paio di commenti, scritti da una persona ellenica, che mi chiariscono molte cose: “l’emendamento punisce chi viola “sanzioni o misure restrittive” imposte da ONU e UE, teoricamente in tema di terrorismo” e ancora “Il testo dell’emendamento del min della giustizia in cui al par. 3 si punisce chi viola direttive ONU/UE” (su twitter ci sono 140 caratteri a disposizione, di certo non ci si può soffermare sulla forma)

Anche WallStreetItalia afferma che, oltre a non essere riuscito a verificare il tutto, l’emendamento recita che “ogni persona che viola intenzionalmente sanzioni o misure restrittive nei confronti di Stati o enti, organismi o persone fisiche o giuridiche con le decisioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite o di regolamenti comunitari è punito con la reclusione per almeno sei mesi, salvo altra disposizione in cui è contenuta una pena più grave“.

Quindi, in realtà, sarebbe un emendamento che colpisce chi viola le sanzioni, quindi si parla di qualcuno che è stato accusato e condannato, del Consiglio di Sicurezza ONU e di regolamenti UE. Siamo confusi, lo ammettiamo, ma di sicuro la questione è che allarmismi e sensazionalismi fanno molta più presa ora che la situazione è già tesa, ora che la Grecia ha già detto alla Troika che non farà più nulla che porti maggiore fame alla popolazione, ora che Alba Dorata, antieuropeista, è stata fatta fuori politicamente. Insomma, il Governo ellenico è oltre la canna del gas, ma da qui a diffondere menzogne per aumentare lo scontro sociale, ce ne passa.

AGGIORNAMENTO

Dopo numerosi scambi di battute su Twitter, dove non è possibile fare grandi discorsi, mi preme far notare che si parla SOLO di persone che violino intenzionalmente (quindi di proposito) le sanzioni. Ovviamente nessuno verrà incarcerato per un tweet o per aver scritto qualcosa su facebook o per aver manifestato per strada, NON E’ UN REATO DI OPINIONE (e questo è stato confermato da un avvocato). E’ un reato in quanto si chiede a qualcuno di pagare una sanzione che quel qualcuno non vuole pagare. Insomma, se un poliziotto vi facesse una multa e voi diceste chiaro e tondo “io non te la pago”, cosa vi aspettereste? Tappeti rossi e petali profumati ad accogliervi? Rileggiamolo insieme:

“ogni persona che viola intenzionalmente sanzioni o misure restrittive nei confronti di Stati o enti, organismi o persone fisiche o giuridiche”

e ora facciamo l’analisi logica: se vengono emesse sanzioni o misure nei confronti di stati, enti, organismi, persone fisiche o giuridiche e qualcuno viola DI PROPOSITO queste sanzioni, viene condannato a massimo 6 mesi. Ma c’è un reato DE FACTO, non di opinione.

Un contatto mi ha spiegato che “Anche dalla lettura della legge che mi avete inviato non sembra rivolto ai cittadini ma agli organismi che non applicano direttive UE” (ndA: grazie Matilde Contino).

Altre informazioni riguardano quest’altro sito ISKRA, che riporta la stessa identica cosa ma, ovviamente, scritta in greco e parte da un’indignazione del PKK ( in greco KKE) partito marxista leninista, antimperialista.

Quello che si pensa è che ci sia qualcuno che stiano manovrando le tensioni, non è la prima volta che viene smentita una notizia simile, era già successo per l’Italia, ma l’intenzione di chi, eventualmente, fosse dietro tutto questo, sarebbe  quella di delegittimare gli attivisti anti Euro.

Quindi: NON ABBOCCATE.
Prima di diffondere notizie, seppur gravi, cercate sempre di fugare tutti i dubbi e di cercare quante più fonti possibili (magari che non facciano copia/incolla). Dubitate sempre, anche di voi stessi.

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