La neve a Roma copre tutto: specialmente le vere notizie

La neve a Roma copre tutto: specialmente le vere notizie

La neve a Roma ha imbiancato strade, monumenti e piazze. La neve a Roma ha ricoperto tutto. La neve a Roma ha seppellito soprattutto l’informazione. E così capita di vedere un Tg1 quasi interamente dedicato alle inopinate nevicate di questo Febbraio 2012. Già immagino, a breve, un telegiornale con venti minuti dedicati alla fioritura dei peschi.

La neve a Roma ha ricoperto tutto, ma ha tirato fuori il peggio dell’Italia: polemiche sterili sul nulla, scaricabarile fra sindaco Alemanno e protezione civile, cittadini che si lamentano con commenti del tipo:”Nevica, governo ladro!”.

Ipnotizzati dalla neve che cade, gli italiani non sembrano preoccupati di altro. Qualche esempio? Niente di più facile, disgrazie e motivi di preoccupazione non mancano mai. Mettendo da parte crisi economica, disoccupazione galoppante, bancocrazia che galoppa e calpesta la democrazia (tutti argomenti che ormai ci hanno annoiato), basta guardare un po’ oltre i confini nazionali.

Mentre a Roma nevica, Russia e Cina si sono schierate contro il mondo occidentale, ponendo il loro veto per un intervento Onu contro il regime di Al Assad. Ma un paio di italiani ottantenni morti di freddo nelle loro case (sempre se sono davvero morti di freddo) sembrano interessare più di migliaia di siriani massacrati.

Capitolo Iran e Israele: mentre ci alambicchiamo per capire se la colpa della neve è di Alemanno o della Protezione Civile (la possibilità che nevichi perché è Febbraio è da escludere), si fanno sempre più insistenti le voci di un attacco di Israele all’Iran, entro la primavera di quest’anno. Un attacco che potrebbe causare un’escalation facilmente immaginabile, con due blocchi contrapposti che sono già ben delineati (Israele e Occidente contro Iran, Cina, Russia, ecc).

Torna alla mente l’imbarazzo di Monti, di fronte alla semplice domanda:”15 miliardi di euro per gli F35 sono spesi bene?”. Chi ricorda l’episodio, sa come Monti ha cincischiato per poi quasi ammettere che non lo sa neppure lui. Ma forse lo sa benissimo. E viene quasi da sperare che siano soltanto soldi sprecati quelli investiti in F35, e non una spesa programmata in vista dell’imminente attacco all’Iran. Finito il tormentone Schettino, l’informazione ha sguazzato nel fattaccio della neve. Il mondo intanto sembra replicare il copione che lo ha precipitato nell’abisso seconda guerra mondiale. Ma il gelo della neve sembra fare più notizia di quello della nuova Guerra Fredda, ormai già inaugurata.

Scende la neve, candida e morbida, spettacolarizzata e mistificata, mentre un dubbio assale: forse nessun organo d’informazione potrà dedicare venti minuti di Tg alla prossima nevicata. Perché sarà una nevicata di scorie radioattive.

Francesco Manna
6 febbraio 2012


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