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Legge anticorruzione: Italia, prendi esempio dalla Spagna

MADRID – Legge anticorruzione: quanto guadagna il premier Mariano Rajoy? E quanto il leader dell’opposizione Alfredo Pérez Rubacalba? 135 mila euro all’anno il primo e 67.229 il secondo. Una domanda lecita, quella che si stanno ponendo i cittadini spagnoli, e che ha ricevuto risposta proprio in queste ore. A gridare ai quattro venti la sua dichiarazione dei redditi è stato il leader dell’opposizione Alfredo Pérez Rubalcaba .

LO STRIP-TEASE ECONOMICO – «Occorre che che deputati, senatori, tutte le alte cariche dello stato centrale mettano a nudo quanto guadagnano per le attività svolte. Come uno strip-tease economico». Una frase ad effetto, ma anche un grido quello del leader della partito socialista spagnolo. «Noi non abbiamo bisogno di una contabilità B e nemmeno di una C». ha proseguito. Quello del leader della sinistra spagnola è un segnale che tutta la classe politica sta cercando di dare a seguito degli scandali legati agli scandali Partito Popolare. Il partito conservatore è stato travolto dalle accuse di aver ricevuto mazzette per undici anni dal gotha dell’imprenditoria edile spagnola. Il tutto – secondo quanto pubblicato dallo scoop de “El Pais” – contabilizzato in un libro contabile parallelo (chiamato contabilità B) a quello ufficiato dal tesoriere Baracenas nell’ultima decade.

“NON HO PRESO MAZZETTE” – «È falso, non ho mai ricevuto soldi in nero» e quindi «non mi dimetto». Fu la risposta del premier conservatore nei giorni seguenti, forse incalzato dalle perplessità sollevate dai mercati. Ma la miccia dell’anti-politica in seno al popolo era già stata accesa. E lo scandalo sollevato da El Pais è solo l’ultima vicenda ad aver esasperato gli animi.

UN SEGNALE PER I CITTADINI – Dopo l’esplosione della bolla immobiliare, l’impiego degli aiuti Ue per il ripianamento dei debiti degli istituti di credito, l’abbandono dei cittadini più bisognosi. Quello delle mazzette alla politica da quel settore che più ha beneficiato dalla bolla immobiliare è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Il rapporto fiduciario tra cittadini e politica è incrinato. E la mancanza di segnali rassicuranti dalla politica su come il Paese possa uscire della crisi del Paese è forse il tasto più dolente. Una disperazione, quella dei cittadini spagnoli, spesso sfociata nelle proteste in piazza e, nella peggiore dei casi, in suicidi post sfratto. Quest’ultimi, sono la piaga che caratterizza la crisi in Spagna. L’ultimo è stato segnalato ieri dalla piattaforma popolare “Stop a los desahucios” (Stop agli sgomberi) ha riguardato un 56enne del comune di Basauri. Sempre causato da problemi nel pagamento del mutuo ipotecario. Poco prima una coppia di pensionati si era tolta la vita nella propria abitazione, a Palma di Maiorca, dopo aver ricevuto l’avviso di sfratto esecutivo. Tre in poche ore. Un segnale del riacutizzarsi di un problema a cui la politica ancora non ha saputo dar risposta concreta.

UNA LEGGE ANTICORRUZIONE PER LA TRASPARENZA – Ma se quella dell’opposizione al Governo è più un segnale che un soluzione al bollente trinomio crisi-cittadini-politica, l’applicazione della “legge di trasparenza” anche ai partiti politici annunciato ieri da Rajoy è forse il primo passo verso la convergenza dei dissapori. Si tratta dell’estensione di quello che è sostanzialmente un patto nazionale contro la corruzione. I capisaldi? L’impossibilità di ricevere contributi al di fuori di quelli statali e l’obbligo di dichiarare i redditi prima e dopo l’assunzione degli incarichi pubblici. Due provvedimenti che, in attesa degli input legislativi provenienti dallo stato centrale, sono già a buon punto e sul punto di essere approvato già in Andalucia, regione autonoma del sud. Basterà per riguadagnare punti?

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