L’Isis spaventa, Alfano ministro terrorizza: tutte le figuracce

Dopo gli attentati di Parigi del 13 novembre, il ministro dell’Interno Angelino Alfano ha assicurato che “nel nostro Paese si può stare tranquilli, il sistema di intelligence funziona”.

“Me ne frego assolutamente – ha aggiunto Alfano – dei rischi personali, se perdo il posto di ministro. Noi abbiamo una regola: lavorare per prevenire un evento negativo”.

Purtroppo per Angelino (e per noi), la lista di eventi negativi non prevenuti da quando l’ex pupillo di Berlusconi è ministro dell’Interno (28 aprile 2013) è piuttosto lunga.

ANGELINO-ALFANO

Partiamo con l’amarcord:

– Caso Shalabayeva: Alfano non previene l’espulsione di  Alma Shalabayeva, moglie del dissidente kazako Mukhtar Ablyazov, rispedita via aerea come un pacco postale in Kazakistan, insieme alla figlioletta di 6 anni (20 maggio 2013). La Cassazione stabilisce l’illegittimità dell’espulsione della Shalabayeva (30 lugli0 2014).

– Omicidio tre bambine: Alfano non previene se stesso dall’auto-procurarsi una figuraccia. “Daremo la caccia all’assassino”. L’ignaro Angelino non sa che il caso è già stato risolto. (9 marzo 2014)

– Sindacato di polizia: all’indomani dell’attentato a Charlie Hebdo, Alfano non previene le accuse di Gianni Tonelli (segretario Sindacato autonomo di Polizia), il quale scrive una lunga lettera di lamentele sull’inerzia del ministro dell’Interno, sottolineando in particolare il deficit sul fronte anti-terrorismo: “In Italia – è bene saperlo – abbiamo soltanto 120 NOCS, le cosiddette “teste di cuoio” della Polizia di Stato. Sono operatori altamente preparati e straordinariamente formati per le emergenze terroristiche, ma agiscono in contesti ben specifici e non svolgono azioni di prevenzione e di controllo del territorio.  Possiamo proprio stare tranquilli, Angelino…(29 gennaio 2015)

– Roma-Feyenoord: Alfano non previene la devastazione della Capitale a opera di un’orda di tifosi olandesi (20 febbraio 2015)

– Sparatoria Tribunale Milano: uccisi un giudice e un avvocato. Alfano non previene. (9 aprile 2015)

La lista potrebbe continuare, ma per farla più breve linkiamo la mozione di sfiducia del M5S ad Alfano dello scorso 5 maggio che sintetizza le virtù balsamiche di cura e prevenzione del nostro ministro dell’Interno.

Vi sentite più tranquilli, ora?

 

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