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L’Ue gela Renzi su conti pubblici, a maggio può saltare tutto

Conti pubblici italiani: arrivano nuovi avvertimenti a Matteo Renzi da Bruxelles. Fari puntati sul risanamento del debito pubblico, la cui tabella di marcia rischia di non essere rispettata.

L’ammonimento arriva nel giorno in cui la Commissione europea deve deliberare sulle richieste da sottoporre al governo Renzi in relazione al bilancio nazionale.

Le cose non vanno bene come previsto e i conti pubblici dell’Italia destano preoccupazione nei tecnici dell’Ue.

Il dito è puntato contro alcune misure del governo Renzi, messe in essere negli ultimi quattro mesi, che hanno contribuito a far lievitare il deficit pubblico.

Renzi ostenta sicurezza, anzi “strasicurezza” sul fatto che i conti pubblici dell’Italia non richiederanno alcuna manovra aggiuntiva a breve termine.

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Conti pubblici, anche con “concessione massima della flessibilità” una manovra correttiva resta molto probabile

Tuttavia la legge di Stabilità 2016 è apparsa quantomeno avventurosa, basata più su speranze che su rigidi calcoli scientifici: rischia di saltare tutto, con conseguente scatto delle clausole di salvaguardia, senza le concessioni dell’Ue sulla flessibilità di bilancio e con una crescita del Pil inferiore a quella prevista (eventualità che si verifica sistematicamente ogni anno, compreso lo scorso 2015, nel quale il Pil è cresciuto solo dello 0.6% contro lo stimato 0.8%).

Bruxelles dovrà decidere entro maggio e – se le cose non andranno come spera Renzi – una manovra aggiuntiva sarà indispensabile.

 “Notiamo – si legge in un comunicato i ministri delle Finanze – che anche nel caso di concessione massima della flessibilità richiesta rimane il rischio di significativa deviazione” dei conti pubblici dell’Italia in confronto al percorso stabilito che ha come obiettivo il pareggio di bilancio.

“Accogliamo gli impegni dell’Italia di adottare le necessarie misure per assicurare che la Finanziaria 2016 sia rispettosa delle regole del Patto”, ha sottolineato in conferenza stampa a Bruxelles il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem, considerando anche che “secondo le ultime previsioni economiche della Commission,e l’Italia non rispetta la regola del debito né nel 2015 né nel 2016“.

E poi la vera tegola sul governo Renzi: “Gli stati membri (…) i cui piani sono a rischio di non rispetto delle regole del Patto di Stabilità dovrebbero prendere, in modo tempestivo, ulteriori misure per rispondere ai rischi individuati dalla Commissione europea”.

Un ventesimo in meno all’anno sul passivo: questo è quanto richiedono all’Italia le regole sul risanamento del debito.

Un obiettivo che probabilmente richiederà, a dispetto della “strasicurezza” di Matteo Renzi, una manovra correttiva. E proprio sotto le elezioni Amministrative 2016.

 

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