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M5S, alleanza con Lega o Sinistra? Diciamo come stanno le cose

Fra i punti fermi del M5S c’è il NO irrevocabile a ogni forma di alleanza.

Sulla diatriba fra Repubblica e pentastellati, Casaleggio e Di Maio hanno mostrato notevole coerenza: se non avessero querelato il quotidiano, si sarebbero messi sullo stesso livello della Boschi (De Bortoli è ancora affacciato alla finestra che aspetta la querela dell’ex ministro).

L’incontro fra Salvini e Casaleggio c’è stato? Ci penserà il tribunale a stabilirlo.

A noi ora interessa capire se un’intesa fra Lega Nord e M5S sia uno scenario plausibile. I leghisti hanno infatti lasciato la porta aperta, negando che ci sia già stato l’incontro, ma aggiungendo che in futuro potrebbe esserci.

Quindi: dando per scontato che il Movimento 5 Stelle si presenterà da solo alle elezioni, quali sono le vie che potrebbero condurci al primo governo grillino?

Le ipotesi sono quattro.

1) M5S supera il 40% e governa da solo. Scenario altamente improbabile, per due motivi. Il primo è che superare il 40%, con un’affluenza da elezioni Politiche (non pensate quindi alle ultime Europee), rasenta l’impossibile per chiunque.

Il secondo è che non è affatto scontato che si vada a votare con una legge elettorale che contempli un premio di maggioranza al 40%. M5S potrebbe poi avere la maggioranza alla Camera, ma non al Senato (probabile che i partiti pensino a un paracadute per creare questa situazione), dove sono penalizzati dal fatto che votano solo gli over 25.

2) Ok, diciamo adesso che M5S arrivi primo alle elezioni, ma senza avere la maggioranza assoluta in entrambe le camere. In questo caso il piano è già chiaro:  presentare un programma al Parlamento e vedere chi ci sta a realizzarli insieme. Escludendo Forza Italia e Pd, non restano che Lega Nord-Fratelli d’Italia e la galassia dei partiti di sinistra.

Numericamente, l’intesa più ghiotta sarebbe quella con la destra, come suggeriscono tutti i sondaggi elettorali. Ma Salvini vorrebbe di certo qualcosa in cambjo, cioè con ogni probabilità il ministero dell’Interno.

3) La sinistra fa un exploit e i voti di Bersani e compagni bastano a far raggiungere la maggioranza al M5S. L’ex segretario Pd ha già aperto di recente a una possibilità del genere. Ipotesi poco realistica, la sinistra tutta insieme non arriva alla doppia cifra (tranne che nei sondaggi del Fatto).

4) L’ultima possibilità, la più fantasiosa, è quella del M5S che, come un moderno partito di centro, riesce a fare da poli di attrazione sia per la sinistra che per la destra.

Ma che senso avrebbe una maggioranza che va da Bersani e arriva a Salvini, passando per Grillo? Sostanzialmente quello di evitare l’inciucio Berlusconi-Renzi. Perché se M5S, pur arrivando primo, non riesce a formare un governo, è proprio lì che si va a parare: un blob di moderati europeisti che tagliano fuori tutte le declinazioni degli euroscettici.

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