M5S, referendum per la fiducia subito, per l’amore di Dio!

Riflessione sul 25 Febbraio, sul Movimento 5 Stelle e sul patto con gli italiani.

Che brutta parola, “patto con gli italiani”, evoca immediatamente l’immagine di Silvio Berlusconi, e non so per voi, ma per non è un bel vedere.
Mettiamo però un attimo da parte quest’immagine e passiamo al patto con gli italiani vero e proprio, quello che ogni partito, movimento, o come diavolo vuole essere chiamato, stabilisce con i cittadini nel momento in cui questi gli danno il voto.

Il Movimento 5 Stelle ha un programma di tutto rispetto, e chi ha votato M5S si aspetta che questo programma venga rispettato. Almeno, teoricamente sarebbe così. In verità dubito che i quasi dieci milioni di italiani che hanno votato M5S (me compreso, alla Camera) abbiano letto i centoventisette punti del programma pentastellato. Chi ha votato M5S, però, si aspetta anche che venga garantita la governabilità.

Siamo al varo della terza repubblica, è indubbio. Un varo atipico, iniziato con la gente comune seduta sugli scranni che la casta ha sempre tenuto per se, una novità. Le novità sono cosa buona.

Il programma M5S promette grossi miglioramenti, ma per attuarli è necessario che un governo si prenda l’onere di proporli, non proporli, votarli, micavotarli, tutto ciò che c’è da fare. Un governo serve e, anche se non piace, la maggioranza degli italiani, che il 25 Febbraio ha votato Partito Democratico, ha diritto ad averlo.

Poi, un altro punto: basta parlare di Beppe Grillo. Perché dovrebbe andare al Quirinale, alle consultazioni? Non è parlamentare, ha garantito per i suoi, ora i suoi sono dentro, basta Grillo, ha esaurito il suo compito. Ci sono centosessanta persone che sono state votate, elette, e hanno preso la responsabilità di governare, lo facciano ora, io ho votato loro, non Beppe Grillo, né Gianroberto Casaleggio.

Fatte le dovute premesse, programma, esponenti, c’è un terzo aspetto da trattare, il non statuto, che recita, esattamente:

Il MoVimento 5 Stelle non è un partito politico né si intende che lo diventi in futuro. Esso vuole essere testimone della possibilità di realizzare un efficiente ed efficace scambio di opinioni e confronto democratico al di fuori di legami associativi e partitici e senza la mediazione di organismi direttivi o rappresentativi, riconoscendo alla totalità degli utenti della Rete il ruolo di governo ed indirizzo normalmente attribuito a pochi.

Queste sono parole di Beppe Grillo, o di chi per\con lui ha scritto il “non statuto”. Dunque, che fine hanno fatto queste parole? Dov’è la “totalità degli utenti della Rete?”. I centosessanta eletti dovranno chiedere agli “8 milioni e mezzo” che sono fuori, cosa fare, come da “non statuto”.

Il Movimento 5 Stelle faccia ciò che ha promesso e indica una consultazione telematica dal titolo: Fiducia, pro e contro, sì o no? Basta un click. Oppure avevano ragione tutti i detrattori, e il M5S si rivelerà solo l’ennesimo partito a uso e consumo del suo fondatore.

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8 comments

  1. sono d’accordo per una consultazione telematica, ma come si fa a farla votare solo alle persone che hanno votato il movimento 5 stelle?

  2. Me lo sono chiesto anche io. Ok la democrazia dal basso, ma come può funzionare senza che ci sia il rischio di “infiltrati” ?

  3. Come nelle parlamentarie online, si fanno votare soltanto gli iscritti al M5S (non quelli iscritti ieri o la settimana scorsa, si intende…)

  4. Si, potrebbe essere una soluzione. Io comunque voterei il no alla fiducia. Mi sembra logico e in linea con l’idea di fondo del movimento. E il non-statuto lo dice anche chiaramente.

  5. Il non statuto dice anche che gli attivisti debbono adoperarsi affinché il loro programma sia messo al vaglio e approvato.

    Se facessero in modo da non far ottenere la fiducia al Governo del PD, non permetterebbero a questo proposte neanche, appunto, di essere messe al vaglio.

    Il discorso espresso da Massimo resta comunque valido: la democrazia liquida è alla base del MoV. Se, già dalla prima decisione, questa prassi viene saltata, se già dalla prima decisione i cittadini non vengono interpellati… credo che la conclusione dell’articolo non faccia una piega..

  6. Ma tu pensi che quelli del pd siano talmente stupidi da approvare tutti i punti del programma del movimento 5s? Sarebbe come se il M5s approvasse tutti i punti del pd, non avrebbe senso no? Secondo me loro vogliono solo la fiducia per poi continuare a fare le stesse cose di prima e per non lasciare la poltrona. Premetto che parlo da incompetente e ignorante in materia, comunque condivido l’idea di Francesco Manna. Così saranno i cittadini che hanno votato il m5s a decidere e non gli infiltrati degli altri partiti.

  7. grillo deve essere sempre interpellato e lui l’anima del movimento.NON dimenticatelo

  8. I parlamentari del Movimento 5 Stelle hanno accettato e firmato questo patto prima delle elezioni :“I gruppi parlamentari del MoVimento 5 Stelle non dovranno associarsi con altri partiti o coalizioni o gruppi se non per votazioni su punti condivisi.” Quindi non sono i grillini a cadere dal pero per una follia di Beppe Grillo: sono tutti gli altri, che non conoscono bene il Movimento 5 Stelle.

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