pignoramento prima casa

Manovra 2017, pignoramento casa più facile: cambiano i limiti

MANOVRA CORRETTIVA 2017: AGEVOLATO IL PIGNORAMENTO DELL’IMMOBILE DEL DEBITORE

Perdere la casa è una delle più grandi paure per chi ha qualche debito che non riesce a saldare. E dopo la “manovrina” questa paura diventa ancora più fondata.

La “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50″, cioè la manovra correttiva da 3,4 miliardi a cui ci ha obbligato l’Ue, è ormai legge di Stato dopo la recente approvazione in Senato.

Fra le tante norme, c’è una semplificazione per il pignoramento degli immobili di un debitore, secondo quanto stabilito all’art. 8 della manovra, a modifica del precedente regime che permetteva il pignoramento solo nel caso in cui l’immobile in questione superi il valore di 120 mila euro.

Modificando l’articolo 76, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, la manovra ha stabilito che limite di 120mila euro si calcolerà non più sul singolo bene del contribuente, bensì sulla totalità dei beni a lui intestati.

E così il cono d’ombra si espande non di poco: contemplando la totalità dei beni è  chiaramente più facile superare i 120 mila euro.

Nessun allarme legato alla prima casa, la quale rimane non pignorabile nel caso di debiti col fisco, a condizione che si tratti dell’unico immobile in possesso del debitore e che sia adibito a uso abitativo, nel luogo in cui il soggetto risiee.

Escluse però le abitazioni di lusso, secondo i criteri individuati dal decreto del Ministro per i lavori pubblici 2 agosto 1969 e comunque i fabbricati classificati nelle categorie catastali A/8 (ville) e A/9 (castelli).

Non è possibile iscrivere ipoteca sull’immobile del debitore se il debito a ruolo è inferiore a 20mila euro, ma è consentita l’iscrizione se il debito supera tale cifra anche se si tratta dell’unico immobile del debitore.

Oltre a ciò, per procedere all’espropriazione laddove consentita, è necessario che questa sia preceduta dal decorso di sei mesi dall’iscrizione dell’ipoteca senza che il debito sia stato estinto.

In sintesi, quanto al pignoramento dell’abitazione (non principale), l’agente della riscossione potrà procedere se il debito complessivamente affidatogli sia maggiore di 120mila e la somma degli immobili posseduti dal debitore sia di valore pari ad almeno 120mila euro.

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