Manovra Finanziaria 2011: Berlusconi, modifiche testo Agosto

Saranno possibili modifiche alla manovra finanziaria 2011, il testo del decreto legge del 13 Agosto non è blindato. Berlusconi apre la porta alle proposte provenienti sia dalle correnti anti-manovra presenti nel Pdl, sia all’opposizione. Soltanto una condizione. “I saldi della manovra devono essere assolutamente invariabili. Ma se durante il percorso parlamentare emergono delle nuove idee che siano migliorative dei provvedimenti adottati nulla osta a che siano accolti”. Lo ha detto ieri il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Il Cavaliere naturalmente non poteva esimersi dal proporre i suoi personali emendamenti. Il Premier è favorevole all’aumento di un punto dell’Iva, faccenda spinosa e problematica, ma che consentirebbe la rateizzazione del “contributo di solidarietà” previsto per le fasce di reddito superiori ai 90.000 e 150.000 euro lordi annui (aliquote rispettivamente del 5% e 10%). Questo provvedimento è molto contestato, nonostante vada a toccare una fascia davvero esigua di italiani. Berlusconi cercherà di calibrare questo contributo in maniera tale da non gravare troppo chi ha famiglia (con soli 150.000 euro di reddito annuo si rischierebbe altrimenti di restare senza pane per la propria prole). Niente patrimoniale, cioè imposta sui patrimoni, sì invece alla tassazione delle reddite finanziarie. La questione dell’Iva è più complessa di quanto potrebbe apparire: alzando l’Iva, si penserebbe, ognuno di noi paga un po’ di più e lo stato racimola i soldini che gli servono. Il punto di Iva in più “sarebbero almeno cinque miliardi in più”, ha spiegato Berlusconi. Ma c’è da consdierare che “l’Iva determina una contrazione dei consumi” e che “vi sarebbe una maggiore tendenza all’evasione”. Il serpente che si morde la cosa. Meno importante il contributo di solidarietà, che “secondo i nostri calcoli darà un gettito di molto meno di un miliardo di euro”. Si tratta comunque di un provvedimento dovuto, “perché non fossero le classi più disagiate, attraverso magari minori servizi da parte degli enti locali, a dover pagare maggiormente il costo della manovra”. Stop assoluto alla patrimoniale che “è un esproprio, ed è quasi sempre ingiusto e poi la patrimoniale non va a ridurre il deficit, ma va a ridurre il debito”. “il risparmio sul deficit è soltanto quello dei minori interessi passivi che tu paghi su quei pochi miliardi con cui riesci a ridurre il debito pubblico”. Bossi, intercettato ieri dai giornalisti all’hotel Mirelal di Ponte di Legno, ha detto la sua utilizzando termini estremamente tecnici:”Stiamo attenti – ha detto ieri, conversando con i giornalisti all’hotel Mirella di Ponte di Legno – Trattiamo per vedere se c’è qualcosa di meglio. Stiamo attenti che aumenta tutta la roba. E a quel punto il governo è nei pasticci perché è un governo che taglia le pensioni e aumenta i prezzi”. “Ho sentito Maroni, – ha aggiunto il leader di Lega Nord – vuole fare una modifica alla manovra sugli enti locali. Questo mi sembra giusto. Certo – non al punto di attirarci le ire della Banca centrale europea che ci deve dare una mano per comprare i titoli di Stato”.

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