Manovra Finanziaria 2011: calciatori, pagherete il doppio!

Contributo di solidarietà: che nome ironico. La manovra finanziaria 2011 serve, per chi non l’avesse capito, per non far ribaltare la nave con tutto il suo carico di lupini. Una nave targata Italia. Recuperare 45,5 miliardi di euro entro il 2013 non è un traguardo opzionale, è un imperativo. E di cosa parlano i giornali? Del contributo di solidarietà. Una faccenda che riguarda circa tre italiani su mille. Cioè i più abbienti. Cioè i meno solidali. Se avete perso le puntate precedenti, per contributo di solidarietà si intende una tassa che colpirà i redditi superiori ai 90.000 euro e i 150.000 euro annui, con aliquote rispettivamente del 5% e del 10% sulle eccedenze. Esempio pratico: dichiari 100.000 euro? Dovrai pagare in più un 5% sui 10.000 euro in eccedenza rispetto al limite dei 90.000, quindi 500 euro. Essì: quest’anno ti toccherà bere una bottiglia di Cristal in meno. Ti chiami Buffon? Spiacente, dal tuo reddito di 10,5 milioni di euro dovremo detrarti 530.000 euro e ti resteranno 10 milioni di euro scarsi. Non si fanno cose del genere a un campione del mondo, vergogna. Ma la vergogna è un sentimento che evidentemente abbiamo archiviato nei secoli passati e dimenticato nel terzo millennio. Specialmente i calciatori sembrano incapaci di provare vergogna. Non tutti per carità, siamo certi che ce ne siano molti che pagheranno il contributo di solidarietà con grande entusiasmo, altruismo e spirito patriottico (sì, perché pagare le tasse in Italia non è classificabile nella categoria dei doveri, piuttosto si trova in quella dell’eroismo). A proposito: ma questa tassa chi deve pagarla? Le società o i calciatori? A quanto pare, entrambi hanno alzato immediatamente le barricate. Per le società devono essere i calciatori a mostrare solidarietà e pagare, mentre per i calciatori spetta alle società pagare le loro tasse. Galliani ha messo subito le mani avanti (e vuote): piuttosto che pagare, mandiamo in campo la Primavera, ha detto l’ad del Milan. I giocatori brontolano e i fiscalisti sono già al lavoro per cercare di capire se la tassa sia un tributo autonomo e ricada nel regime Irpef. Ma l’incresciosa situazione un risvolto positivo ce l’ha. Ha dato l’occasione a un politico italiano di dire una cosa sensata. Se poi consideriamo il fatto che stiamo parlando di Calderoli, la data è da segnare sul calendario con l’inchiostro indelebile. “Se dovessero continuare a minacciare scioperi o ritorsione – ha detto Calderoli riferendosi ai calciatori – proporrò che come ai politici anche ai calciatori venga raddoppiata l’aliquota del contributo di solidarietà”. Non ci crede nessuno, ma sognarlo è bello.

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