Manovra finanziaria 2011: carcere per evasione fiscale

La manovra fiscale 2011 fa sul serio: siete evasori fiscali? Attenzione: rischiate il carcere. Il testo dell’emendamento, uno dei tanti presentati oggi pomeriggio a Giulio Tremonti, ministro dell’Economia, recita così:”qualora l’imposta evasa o non versata sia superiore a tre milioni di euro, non trova applicazione l’istituto della sospensione condizionale della pena”, precedentemente prevista nel codice penale, articolo 163. Il suddetto articolo dice che”nel pronunciare sentenza di condanna alla reclusione o all’arresto per un tempo non superiore a due anni, ovvero a pena pecuniaria che, sola o congiunta alla pena detentiva e ragguagliata a norma dell’articolo 135, sia equivalente ad una pena privativa della liberà’ personale per un tempo non superiore, nel complesso, a due anni, il giudice può ordinare che l’esecuzione della pena rimanga sospesa per il termine di cinque anni se la condanna è per delitto e di due anni se la condanna è per contravvenzione”. Quindi davvero i grandi evasori finiranno dietro le sbarre? A ben vedere, pare difficile. Per prima cosa, perché con una pena inferiore ai tre anni difficilmente si finisce davvero in carcere. Arresti domiciliari, al massimo. Seconda cosa, chi evade per cifre superiori ai tre milioni di euro, prevedibilmente avrà tanti di quei soldi da spendere in avvocati da riuscire a farla serenamente franca. In Italia, a forza di rimandare, si risolve un po’ tutto. Questo “carcere per gli evasori” allora è soltanto un abbaiare al vento?

Aggiornamenti precedenti sulla manovra fiscale. Il testo della manovra finanziaria 2011 sembra non piacere a nessuno. Del resto da qualche parte vanno pur presi i 45.5 miliardi di euro, necessari al pareggio del bilancio entro il 2013: ma è chiaro che nessuno vuole fare la sua parte. Nell’orda dei lamentosi, ci sono anche le Regioni, secondo le quali ci sarebbe “uno squilibrio inaccettabile” fra i fondi che vengono tagliati allo Stato centrale e quelli decurtati alle autonomie. Questo è il giudizio di Vasco Errani, leader dei governatori, secondo il quale la manovra potrebbe causare “un conflitto istituzionale” se non verrà opportunamente modificata. “Mercoledì prossimo – ha spiegato Errani -, durante la conferenza straordinaria delle Regioni, avanzeremo una proposta di autoriforma delle Regioni sui costi delle strutture e delle istituzioni, anche a Costituzione invariata. Occorre una riforma complessiva, attraverso il codice delle autonomie, anche per la governance del Paese”. Secondo Errani bisogna “non attendere la riforma costituzionale” ma “costruire una riforma istituzionale attraverso la Carta delle autonomie”. Per quanto riguarda il capitolo pensioni, è stata ritirata a tempo di record l’idea di bloccare il riscatto degli anni di laurea e del servizio militare. Una vera e propria sollevazione dei sindacati ha fatto fare un passo indietro al Governo, che dovrà cercare altrove il miliardo e mezzo che aveva previsto di recuperare con questa norma pensioni. Da dove salterà fuori questo miliardo e mezzo? Dalla lotta all’evasione fiscale pare, per la quale si parla addirittura di prevedere il carcere, in caso di grandi evasioni.Berlusconi tranquilizza tutti, come è nel suo stile:”Non abbiamo timori di sorta sulla copertura della manovra. Ci stiamo lavorando e siamo sicuri di far bene. Sono vigile sui provvedimenti che stiamo predisponendo”. In attesa del maxiemendamento, è difficile nascondere la sensazione che la situazione della manovra, se non in preda al caos come vorrebbe l’opposizione, appare quanto meno confusa.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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