Manovra Finanziaria 2011: per Libero è una rapina

Manovra Finanziaria 2011. Contributo di solidarietà? Per il quotidiano “Libero” è una rapina. Tanto da meritarsi l’immagine della Banda Bassotti, a corredo dell’articolo “Da un salasso a una rapina: eccovi la nuova finanziaria”, pubblicato oggi 14 Agosto 2011. In cosa consiste questo abominevole esproprio? In una aliquota del 5% per i redditi superiori a 90.000 euro e del 10% per i redditi oltre 150.000, per i valori eccedenti queste suddette quote-limite. Il provvedimento durerà per 3 anni. La faccenda surreale è che, secondo Libero, questi sarebbero guadagni da “ceto medio”. Non serve un esperto di economia per sapere che si tratta di redditi decisamente superiori alla media: per capirlo basta essere una persona che vive nel mondo reale e che sia in buona fede. Andrebbe piuttosto criticato il nome con cui hanno battezzato questa tassa. Contributo di solidarietà? Solidarietà verso chi o verso cosa? Si vuole intendere che, con questa tassa, chi ha di più fa l’elemosina alle classi meno abbienti? Se chi guadagna di più paga più tasse è soltanto cosa giusta. Questo perché gli italiani con dei redditi superiori ai 90.000 o ai 150.000 euro, di certo non verranno messi in crisi dalla “tassa di solidarietà”. Di certo non avranno neppure una minima variazione nella loro condizione e nel loro stile di vita. Sono altri i ceti che hanno da temere anche il più piccolo scossone fiscale, visto che la situazione attuale è già insostenibile per molti. Non è un discorso populista: urlare alla rapina per un aumento di tasse nei confronti dei cittadini benestanti è semplicemente un errore matematico e logico. Bisogna racimolare quattrini: è giusto prenderli a chi non rischia la sopravvivenza a causa di una piccola tassa in più. Altrimenti dove dovrebbe prenderli Tremonti i 45,5 miliardi necessari al pareggio di bilancio entro il 2013? Gettando operai, precari e famiglie nel tritacarne? “La misura è giustificata – ha detto Tremonti, riferendosi alla tassa di solidarietà – quando viene varata una manovra di così grandi dimensioni”. Ma mai grandi come le dimensioni delle facce toste di chi, pur avendo un reddito superiore alla stragrande maggioranza degli italiani, ha pure il coraggio di lamentarsi se, in una situazione di emergenza, lo Stato pretende qualche spicciolo in più.

 

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