Manovra finanziaria 2011: testo, ecco cosa cambia

La manovra finanziaria 2011 e il suo testo camaleontico: vediamo cosa cambia nella manovra economica di Tremonti, in seguito a settimane di emendamenti e segni di matita rossa e blu. Dalla tassa sui Suv al contributo di solidarietà, dall’aumento di un punto dell’Iva alla norma pensioni, tutto è apparso, scomparso, ha cambito di forma e sostanza, come in una sagra dell’illusionismo all’italiana. Altro che conigli dal cilindro. La manovra bis verrà discussa domani in Parlamento, martedì 6 Settembre 2011. Ecco punto per punto le principali modifiche. Leggi sul lavoro: licenziamenti facilitati, visto che saranno possibili contratti aziendali o territoriali “in deroga alle disposizioni di legge” a livello nazionale. Se azienda e sindacato trovano un accordo, saranno fattibili a livello locale contratti non ammissibili a livello nazionale. Dichiarazione dei redditi: sarà possibile la pubblicazione online, da parte dei Comuni dei redditi dei cittadini. Ma anonimi. Ci sarà l’obbligo di comunicare le banche con le quali si eseguono operazioni. Evasione fiscale: per i grandi evasori, oltre 3 milioni di euro, è previsto il carcere. Almeno teoricamente: con una pena massima di due anni è difficile credere davvero che qualche evasore vedrà le sbarre di una prigione. I soldi recuperati dalla lotta all’evasione fiscale andranno al 100% ai comuni. Passiamo al Condono 2002: le cifre non riscosse nel 2002, saranno recuperate entro la fine dell’anno corrente. In caso di mancato pagamento, è prevista una sanzione del 50%. Spending review: accorpamento dei diversi enti previdenziali pubblici in un solo Super Inps. Festività: rimangono le feste nazionali (1° Maggio, 25 Aprile e 2 Giugno), saltano le feste patronali. Società di comodo: +10,5% sull’aliquota Ires, le società che per tre anni consecutivi hanno chiuso in perdità saranno ritenute inattive. Money Transfert: nuova imposta di bollo (2%) su trasferimenti di denaro all’estero. Cooperative: saltano diverse agevolazioni alle Coop, faccenda che ha fatto imbizzarrire diversi sindacalisti. Province: tutto rimandato, le province sono dure a morire. Taglio del 50% dei consiglieri regionali. I comuni di piccole dimensioni accorperanno i servizi. Ed eccoci al famigerato contributo di solidarietà: colpirà soltanto parlamentari, dipendenti pubblici e pensionati, fra coloro che dichiarano sopra i 90.000 euro di reddito annuo. Farmacie: non sorprende il fatto che la liberalizzazione del settore sia stata cancellata. La casta dei farmacisti tira un sospiro di sollievo, rimane il numero chiuso per le farmacie.

 

 

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