Manovra finanziaria: aumento Iva o contributo solidarietà?

La manovra finanziaria non piace a nessuno. L’avrete sentito ripetere spesso ed è una banalità. Rastrellare 45,5 milardi di euro a tempo di record entro il 2013, per evitare il default, non è una faccenda piacevole per nessuno. Tremonti non è ancora stato abilitato a realizzare miracoli, quindi da qualche parte i soldi deve pur pescarli (in mancanza della possibilità di eseguire una comoda moltiplicazione dei pesci…). La faccenda più curiosa è stata la polemica sul “contributo di solidarietà”, che ha fatto urlare alla rapina il quotidiano “Libero”. Due cose: primo, si tratta di un’aliquota del 5% e del 10% sui guadagni che eccedono i limiti di 90.000 euro e 150.000 euro lordi l’anno. Secondo, tocca tre italiani su mille. Altro che guadagni da “ceto medio”, come li ha definiti Libero. A ben vedere, sarebbe stato il caso di stabilire aliquote più alte e di settare diversi scaglioni (non sembra avere un gran senso collocare una persona che guadagna 160.000 euro l’anno, nello stesso gruppo di un’altra che guadagna 16 milioni l’anno…). Eppure, piuttosto che scontentare questa ristrettissima classe di privilegiati, Berlusconi preferirebbe aumentare l’Iva di un punto (già attualmente più alta della media europea). In maniera tale che questo punto in più di Iva lo paghino tutti, non si può scappare, non si può evadere: sia l’operaio che si compra una pagnotta, sia l’imprenditore che si compra un Bmw, entrambi dovranno pagare questo aumento di Iva. Ma il rischio è, secondo un collaboratore di Tremonti, “che i commercianti se ne approfittino. Ecco un esempio: se aumentiamo l’Iva di un punto, cosa accadrà al prezzo del cappuccino? Ora costa un euro, dopo costerà 1,01 euro, oppure 1,10? C’è da scommettere che i baristi aumenteranno il prezzo del 10%. Dunque…”. Berlusconi vuole comunque questo aumento di Iva. Sui beni di lusso (il suddetto Bmw, i Suv, le barche, ecc) l’Iva passerebbe dal 20 al 23%. L’aumento di Iva non sostituirebbe il prelievo di solidarietà, però potrebbe renderlo rateizzabile. Perché una persona che guadagna 100.000 euro, e che quindi dovrebbe “offrire” per solidarietà 500 euro in più, dovrebbe rateizzare una cifra per lui irrisoria? Mistero. L’aumento di Iva potrebbe aiutare anche nel conservare più enti pubblici (visto che attualmente è prevista la sopressione di enti con meno di 70 dipendenti). Era prevedibile: il salvataggio dell’Accademia della Crusca ha creato il precedente. Ora si solleverà un polverone ogni volta che si vorrà abolire uno di questi enti pubblici.

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