Megavideo chiuso, rappresaglia immediata, Anonymous attacca justice.gov

Il sito del dipartimento di Giustizia americano è sottoposto ad un massiccio attacco da parte di Anonymous, il collettivo divenuto famoso nel 2011 per aver mosso numerosi attacchi telematici ai danni dei governi di tutto il mondo.

La chiusura di Megaupload e Megavideo non è andata giù al collettivo di Anonymous che stavolta si imbatte in uno scivolone. Per Anonymous la chiusura di Megaupload è un attacco alla libertà d’espressione, il collettivo agì contro il taglio dei fondi a Wikileaks da parte di Paypal e Mastercard, tentò in vano di mandare down anche il cloud di Amazon quando questo sospese i servizi erogati al sito fondato da Julian Assange, una cosa ben diversa da chi foraggia le proprie casse a suon di pirateria.

Megaupload e Megavideo hanno agito in malafede, su questo non c’è dubbio. Servizi di storage e condivisione in rete ce ne sono molti, ma non sono “aperti” come Megaupload. Megavideo poi è assolutamente la massima espressione della pirateria telematica alla portata di tutti, un autentico videoregistratore virtuale che permetteva di condividere materiale protetto da diritto d’autore a chiunque ne detenesse il link.

Ora, bisogna applicare un po’ di coerenza innanzitutto e fare una serie di distinzioni poi. La coerenza sta nel fatto che siamo sempre tutti pronti a lamentarci della scarsa qualità dei prodotti dell’industria cinematografica e ci riteniamo in diritto di ottenerli senza pagare a chi ha lavorato per svilupparli i dovuti compensi. Premesso che nessuno ci obbliga a vedere qualcosa che non ci riteniamo in dovere di pagare, Megaupload lucrava vertiginosamente su questo trend e non era certo un baluardo della libertà d’espressione.

Niente a che fare, ad esempio, con ThePirateBay. Il famoso portale di torrent non chiedeva abbonamenti mensili per accedere ai contenuti, né tantomeno li ospitava personalmente favorendone la diffusione in prima persona. Sono “tecnicaglie” che fanno la sottile differenza. Megaupload era uno Youtube pirata, né più né meno, qualcosa di ben diverso da un torrent tracker.

Quello di Anonymous questa volta è stato uno scivolone, una rappresaglia in difesa di una libertà d’espressione che non c’è e quindi solo in difesa degli interessi di una società di capitali che ha maturato in questi anni i necessari guadagni per difendersi da sola, senza bisogno di sommosse popolari.

Il bello (e il brutto) dei collettivi è proprio questo, però, che talvolta si incappa in scivoloni. E’ libertà d’espressione protestare, che la protesta sia legittima o meno, tanto quanto è libertà d’espressione fare presente ad Anonymous che la difesa nei confronti di Megavideo è qualcosa che andrebbe evitata, fa perdere di spessore ad un movimento nato con ben altri principi.

Check Also

pensioni ultime novità

Pensioni novità oggi: cari giovani, ecco fino a che età assurda lavorerete

PENSIONI ULTIME NOVITÀ OGGI (28 FEBBRAIO 2017) – NOTIZIE CHOC PER I GIOVANI Dopo la …

One comment

  1. Io non sono d'accordo. Il servizio è ottimo, è chi lo usa che viola i diritti d'autore. Come le pistole. Ora siccome le pistole vengono usate nelle rapine mettiamo in galera i produttori d'armi?! MAGARI! Ma non lo facciamo. E mi sembra che di auto di lusso e milioni di dollari ne facciano anche loro, no? Il discorso è talmente uguale che mi stupisce che nessuno ne stia parlando. Diritti d'autore = sicurezza personale, megaupload = armi. In galera megaupload? Allora in galera anche i produttori di armi!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito, come molti altri, fa uso di cookies [leggi l'informativa]. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.
Leggi articolo precedente:
Italia-Film, la giustizia italiana impotente davanti all’enorme sito web

Italia-Film, un sito immenso diventato riferimento di moltissimi fruitori di contenuti pirata guadagna ogni mese...

Chiudi