Morto Mario Merelli, scalatore e filantropo, conquisto l’Everest due volte

Bergamo, Valbondione – Muore Mario Merelli, protagonista italiano di alcune delle più spettacolari scalate degli ultimi vent’anni.

Da sempre appassionato di montagna, ha seguito sin da piccolo gli insegnamenti del padre Patrizio, nota guida alpina.
Collaborava da tempo con diversi quotidiani locali tra i quali “L’eco di Bergamo” e  “Il Nuovo Giornale di Bergamo” e sporadicamente con alcuni quotidiani nazionali, “La Gazzetta dello Sport”, la rivista “Orobie” oltre a diverse pubblicazioni del settore.

Mario Merelli collaborava anche con alcune televisioni locali: “Bergamo Tv”, “Antenna 2”, “Tele Clusone”.

In oltre 20 anni di attività ha effettuato numerosissime ascensioni sulle principali cime italiane ed europee; il suo curriculum vanta anche significative spedizioni extraeuropee. Durante le scalate, sia nelle ripetizioni di “vie” già note, sia nell’apertura di nuovi itinerari estivi ed invernali, ha sempre privilegiato il mantenimento delle condizioni naturali, piuttosto che il ricorso ad espedienti che avrebbero potuto facilitare le salite stesse, modificando però l’ambiente originario.

E’ morto questa mattina precipitando dalla parete di Punta Scais, a circa 2.300 metri di altezza. Punta Scais è una vetta di oltre 3.000 metri in Val Seriana, zona non nuova a Merelli, qualcosa questa volta è però andato storto.

Originario di Vertova, 49 anni, nella sua ventennale carriera aveva conquistato una decina di vette oltre gli ottomila metri, tra cui due volte l’Everest. L’ultima in ordine di tempo, il suo decimo traguardo, è stato il Dhaulaghiri (8,167 metri), in Nepal, scalato insieme a Marco Zaffaroni, nel maggio 2011 e prima il Cho Oyu (8201 metri) scalato il 29 settembre 2009.  (Report Corsera)

Non era nuovo quindi Merelli, non era un novizio. Per comprendere cosa sia andato storto adesso verrà sentito il suo compagno, Paolo Balotti, impegnato insieme a lui nella scalata di Punta Scais. A diramare la notizia della morte di Merelli il 118, che ha ricevuto la richiesta di soccorso e non ha potuto fare altro che recuperare in elicottero il corpo dell’alpinista.

Fra i progetti di Mario Merelli spiccavano anche quelli filantropici: in Ottobre 2009 aveva finanziato e coordinato la costruzione del Kalika Community Hospital, una struttura ospedaliera in Nepal dedita alla cura degli indigenti.

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