Nicotina sigaretta elettronica, Dott. Farsalinos sul fumo passivo: innocuo

Sigaretta elettronica, uno studio norvegese getta allarmi contro “lo svapo passivo” e la nicotina nelle sigarette elettroniche, ma viene accolto in maniera molto critica dalla comunità scientifica dedita abitualmente allo studio delle e-cig: per il Dott. Kostantinos Farsalinos –  dei cui studi avevamo già parlato in precedenza, e di come questi vadano a sposare le conclusioni di quelli di Umberto Veronesi dello IEO, che solleva come la sigaretta elettronica sia un aiuto per smettere di fumare, e non un rischio  –  la ricerca si fonda su basi completamente sbagliate, e pecca di superficialità e demagogia. Come riporta AGIVapeNews: “il lavoro dell’Istituto Norvegese per la Ricerca su Alcool e Droga (SIRUS) dimostra ancora una volta come il tema e-cig sia trattato con troppa superficialità e a volte demagogia, in particolare da parte di istituzioni pubbliche deputate a proteggere la salute dei cittadini, ma che invece spesso finiscono per fare il gioco dei suoi nemici“.

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Nicotina sigaretta elettronica, lo studio norvegese

Come si apprende dalle agenzie stampa, alcuni giorni fa il Dipartimento della Salute norvegese ha pubblicato un rapporto sulle sigarette elettroniche. In questo studio, che constata come siano maggiormente gli ex fumatori a “svapare”, e quindi afferma implicitamente la sigaretta elettronica come valido aiuto per smettere (circostanza già dimostrata empiricamente da Umberto Veronesi, dell’Istituto Europeo di Oncologia), è però sollevato l’allarme svapo passivo. Nicotina sigaretta elettronica: verrebbe infatti evidenziato come sarebbe un rischio per la salute di chi è “vicino” agli svapatori (fisicamente parlando), assimilare le sostanze vaporizzate, e come questo potrebbe portare ad assumere involontariamente della nicotina.

Contro le conclusioni norvegesi, come sempre AgiVape ricostruisce, si schiera il Dott. Kostantinos Farsalinos, dell’Onassis Cardiac Surgery Center di Atene. Farsalinos solleva la superficialità degli studi norvegesi, che non avrebbero tenuto da conto che “il livello di nicotina prodotto dallo svapo nell’aria è 10 volte inferiore rispetto a quello prodotto dal fumo di sigaretta tradizionale” e che l’esposizione passiva al vapore di sigaretta elettronica non causa “livelli di nicotina similmente alti” nel sangue, ma “livelli di nicotina similmente minimi” rispetto a quelli della sigaretta tradizionale (AGIVape).

Sigaretta elettronica e “fumo passivo”, per Dott. Farsalinos nessun rischio biologico

Non solo, insomma, svapando si eliminano completamente tutti i rischi per la salute derivanti dalla combustione di carta e tabacco. Non solo si eliminano quindi tutte quelle sostanze che vengono rilasciate dalle sigarette classiche (immagine)…

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…ma per Farsalinos la quantità di nicotina rilasciata dagli “svapatori passivi”, e dunque da chi si trova in prossimità di chi fa uso della sigaretta elettronica, non è neanche “biologicamente rilevante”.

Nel farlo, Farsalinos tira in ballo dei numeri ben precisi e documentabili, rispondendo in breve alle due domande (trad\riass):

– Il “vapore passivo” può causare dipendenza da nicotina?
– La quantità di nicotina sigaretta elettronica assorbita ai livelli del “vapore passivo” può avere conseguenze sull’organismo?

La risposta a entrambe le domande è NO. L’esposizione passiva alla sigaretta elettronica contenente in media 0.24ng/ml, nei gruppi tenuti sotto controllo (nessuna esposizione diretta a tabacco o sigarette elettroniche) è stata mediamente di 0.05ng per millilitro di saliva. Nei fumatori, i livelli di saliva eccedono i 300 nanogrammi per millilitro, specialmente per chi fuma più di venti sigarette al giorno. Dunque, il livello di nicotina negli “svapatori passivi” è di 1200 volte inferiore ai fumatori attivi. 

Dati alla mano, la nicotina assunta dagli svapatori passivi, dunque, non avrebbe alcuna conseguenza biologica, e non causerebbe alcuna dipendenza.

Fonti:

AgiVapeNews
E-Cig Research
FHI Norvegia

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